Don Domenico Dicarlo

Tempo di lettura 2 Minuti

MILETO – Tutti uniti sotto la guida di don Mimmo Dicarlo. Questo in sintesi il decreto firmato dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, che dispone l’unità pastorale di tutte le parrocchie del territorio comunale di Mileto.

In sostanza, il pastore della diocesi a far data dal decreto (18 ottobre anche se è stato reso pubblico solo alcuni giorni dopo), ha disposto che le comunità parrocchiali di Mileto Cattedrale, Mileto Badia, Calabrò, Paravati, San Giovanni e Comparni saranno ora unite in un’unica pastorale e affidate alla cura primaria di don Domenico Dicarlo che da ora, quindi, non è più il parroco della Cattedrale ma piuttosto il responsabile ultimo in qualità di parroco moderatore di tutte le parrocchie miletesi.

In questo cammino sarà affiancato da quelli che fino a ieri erano i parroci delle diverse comunità comunali e che ora assumeranno il ruolo di co-parroci: don Salvatore Cugliari (Badia e Calabrò), don Antonio Gennaro (Comparni) e don Domenico Muscari (Paravati), mentre presteranno la loro collaborazione i sacerdoti don Pietro Pontoriero (vicario della Cattedrale) e don Giuseppe Pileci (vicario di Paravati) a cui si aggiungerà con una «fattiva collaborazione» don Bruno Cannatelli (già parroco della Badia e di Calabrò).

L’obiettivo di questa unificazione (per ora solo come pastorale) è quello di «favorire una collaborazione pastorale organica ed unitaria mediante una ordinata e comune intesa e programmazione tra presbiteri e laici in grado di stimolare quella riforma dal basso – prosegue il decreto – necessaria per riprendere il largo con scelte audaci e creative atte a favorire lo spirito di comunione e lo slancio missionario richiesto dalla nuova evangelizzazione nei termini raccomandati da papa Francesco».

L’auspicio del vescovo Renzo è infine che «la nuova realtà pastorale, in unità di intenti e comunione di spirito, possa presto riacquistare il coraggio della profezia e tornare ad essere visibile e trainante in una società come la nostra che ha bisogno costante di stimoli evangelici e di testimoni santi e coerenti».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •