Il vescovo Renzo impartisce la benedizione al termine della celebrazione

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MILETO – «La causa di beatificazione di Natuzza Evolo sta facendo già i primi passi, perché la Congregazione della Causa dei santi ha dato il nulla osta al questionario da seguire nell’istruttoria e quindi a breve inizierà l’ascolto dei testimoni, con l’aiuto del Signore il processo comincia a prendere quota».

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Con queste parole il vescovo della diocesi di Mileto Nicotera Tropea, Luigi Renzo, ha esordito nella sua omelia in occasione del raduno dei cenacoli di preghiera ispirati da Natuzza Evolo organizzato, malgrado qualche polemica e dubbio degli ultimi giorni (LEGGI LA NOTIZIA), presso la Villa della Gioia dalla Fondazione Cuore Immacolato di Maria rifugio delle Anime.

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DI MARIA RIFUGIO DELLE ANIME

Una notizia che, senza dubbio, è stata accolta con gioia dalla comunità di credenti particolarmente devota alla mistica di Paravati giunti a Paravati in migliaia malgrado la pioggia, che ha anche caratterizzato la prima parte della celebrazione che si è aperta, come di consueto, con la processione della Statua del Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime (scolpita sulla base delle indicazioni della stessa mistica) per le vie della popolosa frazione di Mileto.

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Il prosieguo dell’omelia del presule ha fatto leva sul ruolo del buon pastore, ricordando che «è importante che tutto si svolga in armonia per il bene della comunità intera, i pastori, si tratti del Papa, del vescovo o dei semplici parroci, su mandato di Gesù guidano le pecore ed esse li ascoltano, li seguono e si affidano fiduciose a loro come a Gesù. L’eredità che mamma Natuzza ci ha lasciato è proprio questa: è stata donna e mamma di famiglia pienamente innamorata di Gesù e profondamente inserita ed obbediente alla chiesa e ai suoi pastori ed ora ha ricevuto il premio promesso da Gesù ai suoi discepoli».

Il vescovo ha anche aggiunto come nella folla immensa dei santi attorno al trono dell’Agnello indicato da San Giovanni nell’Apocalisse «possiamo intravedere e riconoscere Mamma Natuzza che contempla raggiante il trono dell’Agnello e intercede per noi perché come lei anche noi possiamo conquistare la gioia e la gloria del Paradiso, guardando a lei tutto deve portarci a questo traguardo senza lasciarci distrarre dalle lusinghe e dalle sirene di questo mondo».

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