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Raoul Bova e Rocìo Morales sul set

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TROPEA (VIBO VALENTIA) – Giornata carica di sole, nella perla del Tirreno che, per tre giorni, sarà il set cinematografico di un cortometraggio attraverso cui raccontare la Calabria nelle sue versioni più belle su volontà della Governatrice Jole Santelli. Strade del centro storico chiuse al traffico al fine di agevolare il lavoro della troupe, forze di polizia a vigilare, sindaco della città, Giovanni Macrì, a fare gli onori di casa, palazzo Santa Chiara a disposizione.

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E così, l’imponente macchina si è messa in azione. Sul set, gli attori Raoul Bova e Rocio Munez Morales, nonché un numero nutrito di attori per i ruoli minori tutti calabresi. Il cortometraggio viene realizzato da Viola film, il cui produttore è Alessandro Passadore che già ha realizzato la serie “Nessuno è perfetto”, con dei ragazzi down, e andato in onda a dicembre.

«Lo spirito del cortometraggio – ha detto – è quello di portare avanti il messaggio che la Santelli vuole dare, un messaggio di rinnovamento e di bellezza. Perché questa vostra regione, alla fine, ha delle cose bellissime che purtroppo non tutti conoscono. L’ospitalità e l’apertura che si trova in Calabria non si trova da nessuna parte. Il cuore calabrese – ha aggiunto Passadore – è veramente molto grande e questo spero che poi riusciamo a trasmetterlo».

Il filo conduttore del cortometraggio, è costituito dagli agrumi. Raoul Bova porta in giro la sua sposa per farle conoscere le clementine, il cedro, il limone, il bergamotto e con la scusa si conoscono varie parti della Calabria. La troupe è già stata a Rossano e Corigliano, andranno a Capo Vaticano, a San Nicola Arcella, a Rocca Imperiale. Ovvero, alcuni luoghi utili per raccontare il bello della regione anche nei suoi straordinari panorami.

Gabriele Muccino, che ha fatto i sopralluoghi scoprendo una Calabria che non conosceva, ha affermato «così come mi è successo in America, non conoscendola, vedo cose che viste per la prima volta echeggiano anche in un modo più impattante dal punto di vista cinematografico perché quello che vedo, a volte, mi sorprende grandemente e cercherò di raccontarlo in questo cortometraggio che poi diventerà, a sua volta, una serie di spot di trenta secondi e che racconteranno sicuramente un immaginario molto forte e molto ampio della Calabria».

Per Muccino, la Calabria è una regione estremamente variabile perché cambia continuamente. Il cambiare così velocemente solo percorrendola, ha proseguito «mi fa pensare che è una regione immensamente complessa e bella da scoprire, ma ci vuole moltissimo tempo. È una regione che non raccogli in uno sguardo unico perché appena giri l’angolo, c’è un’altra declinazione di questa stessa regione che non ti aspettavi. Per cui, quello che racconterò – ha aggiunto – è una parte minima della bellezza veramente potente di questa regione che avrà mille altre facce e che, purtroppo, non avrò il tempo né di raccontare né di conoscere perché ci vogliono anni per conoscere una regione così grande e così complessa. I posti che ho visto e dove stiamo girando sono veramente molto belli».

Per il cast d’eccellenza impegnato, Muccino ha affermato «è un supporto che anche commercialmente aiuterà la fruizione e la visibilità di questo prodotto. Quello che noi facciamo ha una finalità, promuovere questa regione e questo paese in senso lato il più possibile, è il marketing della Calabria e quindi la visibilità è fondamentale». Il regista, inoltre, ha chiamato a sé un gruppo di attori minori, di comparse, costituito essenzialmente da attori calabresi. «Avendo bisogno di calabresi per il cortometraggio – ha detto in merito – ho assunto attori calabresi, tra l’altro molto bravi, che hanno interagito con gli attori che visitano questi luoghi e interagiscono con chi ci abita».

Dopo questa scoperta così piacevole e sorprende Gabriele Muccino ha dichiarato che tornerà in Calabria. Tropea, invece, non ha bisogno di pubblicità, perché è stata già scoperta ed è ormai iconica, «e le cose iconiche spesso hanno un motivo per esserlo perché sono chiaramente suggestive ed emotivamente forti nella scoperta e nel viverle» ha concluso.

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