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Don Bruno Cannatelli

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MILETO – «Cari fratelli e sorelle Musulmani che vivete nel vibonese, As-Salam alaykum ! La pace sia con voi!»

Esordisce con queste parole don Bruno Cannatelli, direttore dell’Ufficio diocesano ecumenismo e dialogo interreligioso, nella sua lettera alla comunità islamica scritta in occasione dell’inizio del ramadan previsto per domani 13 aprile.

Don Cannatelli spiega la propria volontà di inviare «il Messaggio di augurio sincero e fraterno all’inizio del Ramadan e per il Eid al-Fitr 1442, che conclude il mese dalla religione islamica dedicato al digiuno, alla preghiera e all’elemosina».

In particolare, questo messaggio «vi giunge mentre facciamo memoria delle tante persone di tutte le fedi che hanno perso la vita e di milioni di persone che soffrono a causa del Covid 19».

In questo momento difficile «preghiamo con Voi per coloro che sono morti, possa Dio avere Misericordia di loro, per coloro che sono in lutto per la loro scomparsa e per la salute e il benessere di tutti».

Il sacerdote ricorda come «sia la Sacra Scrittura che il Corano ci dicono che bisogna rinsaldare le relazioni tra cristiani e musulmani e l’incontro di papa Francesco con il grande Imam Ahmad Al-Tayyeb ai primi di febbraio del 2019 e con l’ ayatollah Al-Sistani del mese scorso sono un impulso a costruire ponti di amicizia per abbattere i muri alzati dalla paura e dalla ignoranza e ribadire l’amicizia e la fondamentale importanza della collaborazione tra le religioni».

Don Cannatelli ricorda come «da Ur in Caldea, luogo di nascita del padre Abramo, per Ebrei-Cristiani-Musulmani, è venuto un ulteriore appello alla fratellanza ed è stato affermato che Dio è misericordioso e che l’offesa più blasfema è profanare il suo nome odiando il fratello».

Non bisogna mai dimenticare che «l’estremismo e la violenza non nascono da un animo religioso, ma sono tradimento della religione. Sia in ambito civile quanto religioso la nostra fratellanza deve favorire un nuovo modo di vivere in cui la persona umana sia rispettata specialmente se malata, povera e bisognosa».

L’uomo di chiesa ha inoltre ribadito come «servire gli altri testimonia l’amore universale di Dio per tutti gli esseri umani, perché Egli ha creato ognuno e ogni cosa e si prende cura del suo creato con lo stesso amore».

Ora «in questo tempo di Pasqua per noi Cristiani e nel mese di Ramadan per Voi Musulmani restiamo uniti nella nostra fede in Dio che non ci lascia nelle tenebre e nella morte, ma che ci invia i suoi profeti e ci svela le sue Sante Scritture per illuminare il nostro cuore e le nostre menti».

Con questo auspicio don Cannatelli offre alla comunità musulmana «i migliori auguri di un Ramadan buono e fruttuoso a consolazione di tutti».

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