X
<
>

Il vescovo di Locri-Gerace e amministratore apostolico di Mileto-Nicotera-Tropea, Francesco Oliva

Tempo di lettura 2 Minuti

MILETO (VIBO VALENTIA) – Dopo la rinuncia all’episcopato presentata dal vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, accettata dal Santo Padre che ha portato alla fine anticipata del mandato episcopale è il momento di guardare al futuro.

Come previsto dalla stessa Santa Sede, ad amministrare la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, fino all’insediamento del nuovo vescovo, sarà l’amministratore apostolico individuato (differenziandosi rispetto alla prassi che vede nel ruolo lo stesso vescovo uscente) nella persona del vescovo di Locri-Gerace, Francesco Oliva.

In questa sua nuova veste, il presule alla guida della diocesi della Locride ha scritto una lettera «ai fedeli ed a tutto il popola santo di Dio della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea».

Nel testo, il vescovo Oliva esordisce annunciando di aver «ricevuto dal santo Padre l’incarico di Amministratore apostolico sede vacante di questa bella diocesi. Esprimo al Santo Padre la mia gratitudine per la fiducia accordatami e rinnovo la piena adesione al suo ministero di padre e pastore della Chiesa universale».

Il primo pensiero va al vescovo uscente Luigi Renzo «che per tanti anni ha amato e servito questa Chiesa. La sua fedeltà – scrive Oliva – dedizione e zelo apostolico uniti alla carità pastorale sono per tutti motivo di profonda gratitudine. Grazie, Monsignor Luigi questa comunità diocesano continua ad aver bisogno della tua preghiera e del tuo affetto».

Detto ciò, il nuovo amministratore apostolico si rivolge alla comunità diocesana precisando che «vengo tra voi come fratello ed amico per un servizio di carità e di ascolto, nella missione che il Papa mi ha affidato».

Per lo svolgimento del delicato compito di amministrare la diocesi il presule conta «sulla collaborazione di tutti, fedeli laici, sacerdoti, religiosi e religiose, e soprattutto sulla preghiera che ci unisce a Dio e ci aiuta a guardare con fiducia oltre ogni possibile ostacolo».

In questo momento, monsignor Oliva si dice «mosso unicamente dal desiderio di esservi vicino e di condividere con voi quel tratto di strada che il Signore vorrà, consapevole di poter presentare le comuni fatiche e speranze all’altare del Signore che ci vuole bene e ci sostiene con la sua paterna benevolenza».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA