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I leader delle classifiche del Giro alla partenza di Mileto

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MILETO – «Un sogno che si realizza, dopo 50 anni dedicati al ciclismo, finalmente oggi si concretizza un sogno che ho avuto fin da quanto ero un bambino».

Con queste parole Mimmo Bulzomì, presidente dello Sporting Club Mileto e anima promotrice della scelta della città normanna come sede di partenza di una tappa del Giro d’Italia 2020, descrive quanto appena accaduto davanti ai suoi occhi: la Carovana della corsa Rosa ha appena lasciato via Duomo alla volta di Camigliatello Silano e, in questo momento, sul volto di Bulzomì, in passato patron della Corsa del Sole, si dipinge una sincera soddisfazione.

La giornata è partita come da previsioni fin dalle 8 con i primi preparativi e l’arrivo in città delle autorità (alla partenza saranno presenti il prefetto di Vibo Valentia, Francesco ZIto, il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, autorità civili e militari oltre, ovviamente al padrone di casa il sindaco Salvatore Fortunato Giordano), tutto secondo una scaletta prestabilita con cura e secondo le esigenze dell’organizzazione di Rcs che gestisce il Giro.

Il primo momento ufficiale arriva poco dopo le 9 con lo svelamento del monumento dedicato al Giro d’Italia realizzato dal maestro Antonio La Gamba: la riproduzione del muro dell’antica abbazia di Mileto squarciato da un trave con le date dei passaggi da Mileto del Giro e sullo sfondo la riproduzione dell’iconica immagine di Gino Bartali e Fausto Coppi che, al Tour de France del 1952, si scambiano la bottiglia dell’acqua: «Un simbolo di amicizia».

Giù il velo e a guardar il monumento oltre ai miletesi e agli appassionati ci sono anche campioni del ciclismo del calibro di Francesco Moser, più volte a Mileto cui è legato da una profonda amicizia con lo stesso Bulzomì. Dopo tutti al palco delle firme non prima, però, di alcune fotografie e delle dichiarazioni di rito, tra cui quelle del sindaco, che oltre a ribadire l’importanza di un evento come la partenza di una tappa del Giro d’Italia, ha anche aggiunto la promessa di nuove importanti iniziative, sociali, culturali e sportive che seguiranno nei prossimi giorni per poi invitare sempre tutti «a stare attenti, usare la mascherina e mantenere il distanziamento. Perché questa festa resti tale e Mileto si confermi come una delle città con l’indice di contagio pari a 0» (un unico caso registrato ad oggi dall’inizio della pandemia).

Svelato il monumento il Giro ha ripreso le proprie liturgie con la procedura di firma e presentazione sul palco delle squadre dei ciclisti che prenderanno il via, le prescrizioni covid hanno impedito quel bagno di folla caratteristica storica di questi momenti ma i presenti hanno potuto comunque acclamare gli atleti che si sono susseguiti sul palco posto dinanzi la Cattedrale di Mileto per poi schierarsi dietro le 4 maglie del Giro:  Joao Almeida (maglia Rosa, che conserverà anche alla fine della tappa), Peter Sagan (maglia ciclamino), Harm Vanhoucke (maglia bianca) e Jonathan Caicedo (maglia verde) e partire alle 10.30 circa dopo che il sindaco Giordano ha sventolato la bandiera del via.

L’impresa di Filippo Ganna

A quel punto il gruppo ha rapidamente lasciato le strade rosa della città normanna alla volta di Camigliatello Silano per una corsa che si è rivelata frizzante ed entusiasmante grazie all’impresa di Filippo Ganna che attacca da lontano, stacca i compagni di fuga e volo verso il trionfo sul traguardo di Camigliatello Silano

Ad animare la corsa alcune decine di chilometri dopo la partenza da Mileto ci pensano Filippo Ganna e Salvatore Puccio (Ineos), Jan Tratnik (CCC) e Carl Fredrik Hagen (Lotto Soudal), a cui si aggiungono Valerio Conti (UAE Team Emirates), Edoardo Zardini (Vini Zabù Brado KTM), Hector Carretero (Movistar) e Jhonatan Restrepo (Androni Giocattoli Sidermec). Il gruppetto di 8 ciclisti comincia a macinare secondi di vantaggio sul gruppo che rapidamente diventano minuti.

Filippo Ganna esulta a Camigliatello Silano

A fare il grosso è proprio Ganna che progressivamente si ritrova ad essere l’ultimo superstite della fuga e quando arriva alla salita finale trova la spinta giusta per tentare il tutto per tutto e arriva a tagliare per primo il traguardo del Gran Premio della Montagna, una volta scollinato il vincitore della crono di Palermo capisce che ha la possibilità di vincere e si butta a capofitto in discesa malgrado l’asfalto bagnato e la scarsa visibilità dovuta alla nebbia.

La mossa risulta vincente: Ganna mantiene quel minuto di vantaggio che poi al traguardo si ridurrà a 34 secondi, un margine più che sufficiente per consentirgli la vittoria finale.

Il gruppo, come detto, dopo aver riassorbito gli altri fuggitivi, arriva con 34 secondi di ritardo guidato da Patrick Konrad che precede la maglia rosa Joal Almeida, che, così, resiste in vetta alla classifica generale.

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