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AVELLINO- Ancora un paziente risultato positivo al Covid che nei giorni antecedenti al ricovero nel Reparto di Malattie Infettive, avvenuto il 10 marzo, sarebbe transitato in altri reparti del Moscati senza protezione per il personale e senza isolamento. Neanche il tempo di fronteggiare il caso della trentunenne di Ariano finita in Terapia Intensiva senza isolamento, che spunta un altro soggetto per cui ieri e’ giunto il tampone positivo che era stato ricoverato in due reparti e aveva avuto una serie di consulenze specialistiche all’interno della struttura ospedaliera di Contrada Amoretta. Si tratta dell’ultra ottantenne di Greci, per cui ieri gli esami del Cotugno hanno confermato l’infezione da Coronavirus. Una vicenda che ha messo in subbuglio ancora una volta il personale del Moscati, a partire dal Pronto Soccorso, che ha gestito il paziente prima che venisse isolato. Oltre agli specialisti che si sono occupati delle consulenze e al personale del Reparto dove era stato ricoverato fino al 10 marzo, quello cioè di Medicina Interna.
I FATTI
La vicenda dell’ultra ottantenne positivo al virus e’ partita il 6 marzo scorso, quando l’anziano e’ stato trasferito dopo avere volontariamente chiesto di essere dimesso da Sant’Angelo dei Lombardi al Pronto Soccorso del Moscati. La causa per cui era ricoverato era il trauma per una caduta. E al momento del ricovero a quanto pare lo stesso già presentava i sintomi di febbre e patologie bronchiali. Al Moscati per lui ci doveva essere una consulenza neurologica in conseguenza al trauma. Per questo motivo dopo il transito al Pronto Soccorso era stato trasferito a Medicina Interna.

Valutazione da parte dell’infettivologo sono risultate evidentemente tali da non comportare l’isolamento per il paziente. Ma le sue condizioni però sono apparse più gravi qualche giorno dopo. Il dieci marzo infatti dopo una seconda consulenza dell’infettivologo e’ scatatto il ricovero a Malattie Infettive, l’anziano infatti aveva presentato febbre molto alta e crisi respiratorie. Da qui la preoccupazione che ieri ha trovato poi conferma quando sono giunti gli esiti dei tamponi del Cotugno. Per cui si è riproposta la stessa condizione che si era creata per la paziente Arianese. Due “falle” e tanta preoccupazione. Ma nessuna comunicazione ufficiale da parte della Città Ospedaliera. Il direttore generale resta in silenzio nonostante i due casi a brevissima distanza tra loro.

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