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AVELLINO – Rubinetti a secco oggi in quasi tutta l’Irpinia e nel Sannio per ben 12 ore. “Si comunica che a seguito del verificarsi di forti assorbimenti idrici, al fermo di una macchina per surriscaldamento della centrale di Cassano ed alla rottura della saracinesca di linea della centrale stessa, sarà effettuata la sospensione idrica in 97 Comuni” dalle 6 mattino di oggi sino alle 18, fanno sapere dall’Alto Calore.


Viene spiegato anche che “visto i forti assorbimenti idrici ai serbatoi, si potranno verificare disfunzioni idriche alle zone alte. Si invitano gli utenti a contenere i consumi per evitare disfunzioni nelle ore diurne, con mancata erogazione o cali di pressione alle utenze”.
E mentre l’Irpinia ha sete e l’Alto Calore arranca per far quadrare i conti, l’Acquedotto Pugliese, che preleva acqua dal nostro territorio, registra un utile in crescita che sfiora i 30 milioni di euro, 650 milioni di euro per le gare nel 2019 (il valore più alto del decennio) e l’obiettivo per il prossimo quinquennio di pianificare la progettazione di un’opera strategica per l’approvvigionamento idrico del Mezzogiorno (il nuovo acquedotto dell’Adriatico).


Intanto il deputato del M5s, Generoso Maraia oggi con una interpellanza urgente porterà la discussione alla Camera dei Deputati. Paradossalmente, l’emergenza Covid-19, ancora in atto, seppur in forma molto attenuata, impone il rispetto di determinate prescrizioni igieniche, anche a livello di comportamenti individuali, al fine di prevenire la diffusione del contagio. Regole che le condizioni climatiche del periodo estivo rendono ancora più indispensabile. Eppure, tali prescrizioni vanno a scontrarsi con le inefficienze del servizio idrico nei comuni della Campania che rientrano nell’ambito della società Alto Calore Servizi, che è al servizio di una vasta area comprendente la provincia di Avellino ed alcuni comuni della provincia di Benevento.


L’estate irpina e sannita è stata finora accompagnata dai disagi dovuti alle sospensioni dell’erogazione dell’acqua. Nel corso dei mesi di giugno e luglio si sono contati disservizi, con cadenza ormai quotidiana, durante i quali l’acqua è venuta a mancare soprattutto in una fascia oraria compresa tra la sera e la mattinata del giorno successivo, spesso senza adeguato preavviso alla popolazione.


Una situazione divenuta insostenibile per gli utenti del servizio, i quali, oltre a subire pesanti disagi, continuano a pagare bollette piuttosto elevate, decisamente sproporzionate rispetto a normali consumi individuali e familiari, soprattutto se rapportate alla cattiva qualità del servizio erogato.


Nello specifico, nella mia interpellanza urgente, ho richiesto che il Ministero dell’ambiente e quello della salute spingano il Governo, per quanto di competenza, a promuovere una verifica sul rispetto dei parametri igienico-sanitari nel corso delle attuali e successive fasi dell’emergenza Covid-19, affinché venga assicurata l’erogazione dell’acqua alle popolazioni della Campania interna; ad assumere iniziative, anche insieme alla competente autorità di bacino, per riequilibrare la ripartizione della risorsa idrica tra la Regione Campania e la Regione Puglia; a valutare la sussistenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri sostitutivi in caso di riscontrata inadempienza, al fine di garantire il potenziamento e l’adeguamento delle reti e delle altre infrastrutture idriche al servizio dei territori compresi nell’ambito della società Alto Calore Servizi.

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