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AVELLINO – A maggio l’elezione del nuovo presidente dell’ Asi e dei cinque componenti del comitato direttivo, ma le grandi manovre sono iniziate. Si intrecciano con le amministrative e le elezioni provinciali e i partiti sono già al lavoro. Quello di presidente dell’Asi è un incarico molto ambito considerato che il consorzio gestisce in buona sostanza lo sviluppo industriale in Irpinia.

Al momento la presidenza è affidata a Vincenzo Sirignano eletto cinque anni mentre nel comitato ci sono Gerardo Adiglietti, Peppino Di Iorio, Angelo Lanza, sindaco di Flumeri, Michele Spinazzola sindaco di Melito. Rispetto a cinque anni fa, però, gli equilibri politici sono cambiati. Sirignano, ex sindaco di Mirabella, all’epoca riferimento dell’Unione di Centro, con 24 voti risultò vincente su Giulio Belmonte, ex presidente a cui andarono 15 preferenze. Era un successo dell’asse Ciriaco De Mita e Rosetta D’Amelioe il pontiere era Maurizio Petracca, oggi consigliere regionale del Pd.

Dall’altra parte gli amministratori che facevano riferimento a Luigi Famiglietti, Enzo De Luca e Umberto Del Basso de Caro che sostenevano Belmonte. Per quanto riguarda i componenti del comitato, Lanza era in quota Udc, Spinazzola dalla parte del consigliere Enzo Alaia, oggi rieletto con Italia Viva e Adiglietti per D’Amelio.

Questa volta l’intesa passa anche per la scelta del candidato presidente della Provincia e alla vice presidenza. Insomma per l’ormai nota e consolidata prassi politica che prevede la pacifica spartizione di voti e cariche negli enti strumentali. Il peso di De Mita sembra essersi ridotto notevolmente dopo l’allontanamento di Petracca che ha imbarcato molti ex Udc. L’ influenza di Alaia è cresciuto e anche Del Basso De Caro può contare su un buon radicamento, Famiglietti non è più parlamentare.

Non è mutata solo la geografia politica, ma l’Asi va verso una riforma che gli assegnerà nuove funzioni, compiti più Consorzio Asi complessi e di conseguenza sarà necessaria una operatività immediata. L’ obiettivo primario è incentivare l’insediamento di nuove attività economiche nelle aree già perimetrate come Zes, che significa semplificazione dei procedimenti per garantire la realizzazione dei progetti di investimento nelle aree industriali e l’assistenza degli investitori.

Per Di Iorio: “Le nuove funzioni dell’Asi richiederanno una presenza a tempo pieno dei vertici, quotidiano un impegno a cui un sindaco non sempre può rispondere. Sarebbe un errore grave continuare ad assecondare logiche soltanto politiche, ci sarebbe bisogno di una figura manageriale”.

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