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 La Squadra Mobile torna nella sede di Avellino Città Servizi. A distanza di dieci mesi dalla mattinata di perquisizioni in abitazioni e uffici di nove dei quindici indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura, nella mattinata di ieri gli agenti agli ordini del vicequestore Marcello Castello hanno nuovamente fatto tappa negli uffici della società in house del Comune di Avellino, su delega della Procura per acquisire una serie di documentazioni che potrebbero aprire un nuovo capitolo nell’indagine giunta per ora alla clamorosa svolta di nove giorni fa con le misure cautelari firmate dal Gip del Tribunale di Avellino Giovanfrancesco Fiore. 

Gli agenti della Sezione agli ordini dell’ispettore Giuseppe Belfiore hanno notificato un ordine di esibizione degli atti nei confronti dei dirigenti della società, quello firmato dal magistrato che ora conduce le indagini (dopo il trasferimento a Salerno per il nuovo incarico del pm titolare del fascicolo Elia Taddeo ndr), il procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio. Ma cosa cerchi ora la Procura all’interno dell’Acs, seppure non ufficiale è facile da desumere, circostanza poi confermata anche da qualche indiscrezione su questa nuova parentesi dell’indagine. Gli agenti della Mobile avrebbero chiesto tutti gli atti relativi alla gestione della società in house a partire dal luglio del 2015, il giorno in cui c’erano state le perquisizioni e anche le informazioni di garanzia, fino alla data dell’esecuzione delle misure cautelari da parte della Squadra Mobile di Avellino e dalla Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria. I magistrati intendono passare ai raggi x, molto probabilmente, anche la fase successiva alla notizia dell’indagine e quind alla gestione delle attività di affidamento dei servizi e anche alla selezione relativa ai tirocini regionali per cui da qualche mese all’Acs sono scattate delle assunzioni a termine. Insomma, lo stesso quadro di luglio, limitato solo ad un circoscritto arco temporale. Non si esclude anche che a seguito degli interrogatori di garanzia, quelli di Luciana Giugliano e di Mauro Aquino, la Procura abbia voluto cercare qualche riscontro alle dichiarazioni con questo nuovo accesso agli atti dell’Azienda Città Servizi. Del resto può sembrare normale che alla luce delle spiegazioni fornite dai due indagati, a cui la Procura non ha dato molto credito, esprimendo parere negativo alla revoca della misura, gli inquirenti cerchino riscontri e atti riferibili a quanto segnalato a loro discapito nel corso dei due lunghissimi interrogatori. Senza dimenticare che nel mirino ci sono altri dieci mesi di gestione della società in house, che anche dopo le indagini era rimasta saldamente in mano allo stesso Amedeo Alberto Gabrieli e per cui ci saranno ora ulteriori approfondimenti. Il personale della Squadra Mobile ha anche acquisito i nominativi di tutto il personale presente al momento dell’accesso nella sede dell’Acs e dei lavoratori in servizio. aerre

 

 

 

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