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AVELLINO- Novecentotrentasettemila euro in contanti. Quelli che un commercialista del’hinterland avellinese, custodiva in una cassaforte nel suo studio e che sono stati posti sotto sequestro dagli agenti della Squadra Mobile di Benevento e del Nucleo Pef della Guardia di Finanza il 30 luglio scorso, quando è scattato l’arresto del ras caudino Nicola Panella e sono state iscritte nel registro degli indagati sedici persone, di cui cinque irpini e uno di loro è proprio il commercialista.

A svelare nella mattinata di ieri questo nuovo particolare, nel corso di un incontro con la stampa sono stati il capo della Squadra mobile Ugo Armano e il tenente colonnello Giovanni Ferrajolo, al vertice del Nucleo di polizia Economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Benevento.

L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Benevento Assunta Tillo ha ipotizzato una serie di accuse contestate a vario titolo nei confronti degli indagati: associazione per delinquere all’intestazione fittizia dei beni, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e l’indebita compensazione.

Panella, finito in carcere perché, come aveva scritto nella sua nota il Procuratore Aldo Policastro: «come “imprenditore”, abbia eretto un sistema economico “illegale”, che invade e corrompe l’economia regolare, alterandone il funzionamento, bloccandone la crescita e pregiudicando il tessuto produttivo “sano” del territorio di Montesarchio, così favorendo anche rapporti di contiguità e collusione, variamente definiti, dove il tessuto produttivo sano e “l’impresa criminale” si sfiorano, si incontrano, si sovrappongono, dove le attività legali nei contenuti diventano illecite nelle modalità di organizzazione e gestione».


Panella, difeso dagli avvocati Pierluigi Pugliese e Angelo Leone, Panella aveva risposto nel carcere di Secondigliano, dinanzi al gip Leda Rossetti, del Tribunale di Napoli, all’ interrogatorio di garanzia svolto per rogatoria del gip sannita E’ attesa è ora per le decisioni del Riesame di Napoli che si occuperà l’11 agosto dell’ordinanza restrittiva firmata dal Gip Camerlengo, al Tribunale del Riesame di Benevento, invece, il compito di vagliare i ricorsi contro i sequestri.

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