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PRATOLA SERRA (AV) – E’ sconcertata la comunità di Pratola Serra, meno di 4 mila abitanti alle porte di Avellino, dopo la decisione del governo, nella tarda serata di ieri, di sciogliere il consiglio comunale per «forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa».

Per i prossimi 18 mesi, la «Città dei motori» nel cui territorio da decenni è insediato uno stabilimento Fiat, oggi Fca, sarà amministrata da una commissione straordinaria. Il sindaco, Emanuele Aufiero, eletto nel 2017 con una lista civica, fa sapere attraverso il suo legale, il penalista Gaetano Aufiero (soltanto omonimo dell’amministratore, ndr) che impugneranno il provvedimento che il governo ha approvato su proposta del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Lo scioglimento del civico consesso non avrebbe direttamente a che vedere con la recente inchiesta che dal 13 ottobre scorso vede tra gli altri indagati sindaco e assessori ma anche il presidente del Consiglio comunale, Antonio Aufiero, ex sindaco e fratello dell’attuale sindaco, per abuso di ufficio e turbativa d’asta per la ristrutturazione di un prefabbricato da destinare a plesso scolastico.

All’origine del provvedimento ci sarebbero invece le conclusioni a cui è giunta, dopo cinque mesi di lavoro, la Commissione di accesso insediata nel settembre del 2019 dall’allora prefetto di Avellino, Maria Tirone. Già nel 2017 il comune di Pratola Serra era finito sotto i fari della Dda di Napoli, ma l’inchiesta condotta dal pm Francesco Soviero, si concluse con l’archiviazione.

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