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Domenico Airoma è il nuovo Procuratore della Repubblica di Avellino. Pochi minuti fa è arrivato il via libera dal Plenum del Csm. Anche a Palazzo dei Marescialli c’è stata un’indicazione unanime per il magistrato, così come era avvenuto per la V Commissione. Parole di apprezzamento, dopo la relazione del consigliere Giuseppe Cascini sono arrivate anche da altri rappresentanti del Consiglio.

Ora si attende l’insediamento del nuovo capo dell’Ufficio Giudiziario a Piazza D’Armi. Una lunghissima carriera in magistratura quella di Domenico Airoma. Dopo il periodo di tirocinio, dal marzo 1990 è stato in servizio quale sostituto alla Procura presso la Pretura Circondariale di Avellino, ove si è occupato di edilizia ed urbanistica, di inquinamento idrico ed atmosferico, di criminalità economica ed amministrativa. Nello specifico ha istruito procedimenti relativi alle violazioni della normativa in materia di appalti pubblici, avviando utili collegamenti investigativi con altre autorità giudiziarie impegnate in indagini analoghe (in particolare con la sezione competente per i reati di criminalità organizzata della Procura della Repubblica di Napoli).

E’ stato, inoltre, applicato dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli alla Procura di Avellino in un processo , oggetto di avocazione da parte del citato superiore ufficio. Nel novembre 1993 è stato trasferito, quale sostituto, alla Procura presso il Tribunale di Napoli. E’ stato assegnato, dapprima, alla Sezione competente per i reati dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione, e, quindi, dal 1998, alla Direzione Distrettuale Antimafia. Durante lo svolgimento delle funzioni di sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha coordinato numerose riunioni con i colleghi delle Procure territoriali ricadenti nelle aree geo-criminali di propria competenza, al fine di avviare utili collegamenti investigativi e consentire una rapida e proficua circolarità di informazioni.

E’ stato delegato, inoltre, unitamente a magistrati della Direzione Nazionale Antimafia, per la trattazione di numerosi procedimenti, sia con riferimento a clan operanti nelle aree geo-criminali di sua competenza, sia concernenti ipotesi di riciclaggio con il coinvolgimento di primari istituti bancari, sia relativi ad ipotesi di collegamento tra clan camorristici e organizzazioni terroristiche. Ha trattato procedimenti concernenti organizzazioni di stampo mafioso dedite al traffico, anche internazionale, di sostanze stupefacenti e di armi, nonché alla tratta di esseri umani, attivando plurime richieste di assistenza giudiziaria nei confronti di autorità giudiziarie europee ed extraeuropee.

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