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AVELLINO – Era cresciuto a San Ciro Aldo Gioia, tra i ragazzi di don Michele, portando nella comunità la sua solarità contagiosa. A ricordarlo è l’amico Gennaro Bellizzi che aveva condiviso con lui l’esperienza dei neocatecumenali e che Aldo aveva voluto fortemente come suo padrino in occasione della cresima.

“Aldo si era formato proprio con don Michele Grella, nell’83 aveva solo quindici anni quando aveva cominciato l’esperienza dei neocatecumenali. Aveva un carattere solare, un’allegria che nascondeva la sofferenza profonda provata nel perdere la madre quando era giovanissimo.

Era cominciato da allora un percorso animato da una fede profonda, che si traduceva nell’impegno quotidiano di evangelizzazione, come ci aveva insegnato don Michele, dalle Giornate Mondiali della Gioventù organizzate dal Papa in tutto il mondo alle Missioni Popolari da Ariano a Montoro.

Era un ragazzo bellissimo Aldo e aveva un forte carisma, quando giravamo per i paesi per le catechesi, le ragazze stravedevano per lui. Poi, dopo il matrimonio si era trasferito e aveva allentato i rapporti con la chiesa ma tutti lo ricordavamo con affetto ed era come se quel legame cresciuto negli anni della giovinezza fosse sempre vivo.

Era comunque uno di noi. Stamattina – ieri per chi legge – nella chiesa di San Ciro insieme al viceparroco don Antonio Fucci abbiamo voluto dedicare a lui la messa delle 12.30. C’erano tutti i compagni che avevano condiviso con lui l’esperienza della comunità di San Ciro. Don Antonio ha chiesto di restare la fianco della moglie e delle figlie di un fratello che è cresciuto qui, senza andare alla ricerca di pettegolezzi ma ricordando sempre che dobbiamo avere profondo rispetto per il dolore della famiglia”.

Nella giornata di ieri Bellizzi ha voluto ricordare l’amico pubblicando su Facebook una sua bellissima immagine di quando era stato tra gli invitati al suo matrimonio “Voglio rivederti così, in quel giorno meraviglioso del matrimonio mio e di Teresa, nella maestosità della Costiera, in questo scatto “rubatoti” , non so da chi , e che da trentatré anni fa parte del nostro album dei ricordi indelebili di quel giorno: abbi Pace Aldo, fratello più che amico mio”.

A ricordarlo con affetto anche don Luciano Gubitosa, parroco di San Ciro: “Negli ultimi anni Ciro era meno presente nella comunità ma ne era stato parte integrante, tra i protagonisti dell’esperienza dei neocatecumenali insieme alla moglie. A guidarlo una fede profonda. Quello che chiediamo è che non si spettacolarizzi la tragedia. Ci sarà tempo per interrogarsi sulle cause di un fatto di cronaca come questo. Noi ricordiamo con affetto lui e la sua famiglia, che conoscevamo bene, stimavamo e apprezzavamo”

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