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Nessuna pausa, non ci sono giorni per cui si può pensare che non ci saranno morti per covid. Ieri è stata un’al – tra giornata, ancora una volta nera. Tre nuovi decessi al “Moscati” di Avellino in mattinata, altri due nel pomeriggio. Altre cinque persone se ne sono andate, in provincia di Avellino, per via del Covid. Questo l’amaro bilancio del primo giorno della settimana, mentre lasciamo alle spalle un fine settimane di un’altra sequela di deceduti.

È deceduta nella giornata di domenica, nella terapia subintensiva del Covid Hospital dell’Azienda Moscati, una paziente di 87 anni di Avellino, ricoverata dal 28 aprile. Sono deceduti ieri mattina, nella terapia intensiva del Covid Hospital, due pazienti: un paziente di 59 anni di Montella, ricoverato dal 21 aprile e in terapia intensiva dal 28, e un paziente di 67 anni di Solofra, ricoverato dal 16 aprile e in terapia intensiva dal 26.

“E’ un giorno triste per la nostra città – ha detto il sindaco Michele Vignola- , per la dipartita di un nostro caro concittadino. L’amministrazione comunale esprime il proprio cordoglio la comunità si stringe intorno alla famiglia». Ancora nelle aree Covid del Moscati sono deceduti, sempre ieri, due pazienti, un 59enne di Ospedaletto D’Alpinolo ricoverato dal 25 aprile e in Terapia intensiva dal due maggio, e un paziente di 76 anni di Candida, ricoverato dal 13 aprile nella Terapia subintensiva.

Nelle aree Covid dell’Azienda ospedaliera Moscati risultano ricoverati 64 pazienti: 8 in terapia intensiva, 31 nelle aree verde e gialla del Covid Hospital, 9 nell’Unità operativa di Medicina d’Urgenza, 8 nell’Unità operativa di Malattie Infettive e 8 nel plesso ospedaliero di Solofra. Si capisce come le zone gialle in provincia di Avellino e in Campania siano poca cosa, o comunque materia astratta, rispetto alle cose che accadono tutti i giorni, e che soprattutto attraversano i reparti ospedalieri, dove decine di persone stanno combattendo battaglie inenarrabili.

Battaglie che nessuno, al di fuori, riesce a capire, ovviamente, in tutta la loro gravità. Nel fine settimana, a cavallo tra il primo e il due maggio, ci sono stati altri decessi, altre persone che se ne sono andate, sopraffatte dal virus. Se da un lato sembra che il contagio possa essere affrontato, dall’altro si capisce che la battaglia è ancora ardua. E per questo nessuno può dirsi immune.

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