X
<
>

Tempo di lettura 2 Minuti

AVELLINO- Un furto «lampo» con tanto di «spaccata» all’inter – no della gioielleria dove avevano fatto accesso usando un piede di porco per effrarre il cancello di ingresso. E’ l’ennesimo raid avvenuto nella città capoluogo ai danni di un’attività commerciale, la gioielleria «Antico Scrigno» di Corso Europa. I frames del raid messo a segno da una banda composta da cinque malviventi sono raccontati dalle immagini dei due circuiti di videosorveglianza attivi all’interno della gioielleria, quelli che sono al vaglio dei Carabinieri della Compagnia di Avellino agli ordini del capitano Fabio Iapichino.

IL RAID
Sono le 03:15 della notte tra sabato e domenica quando le immagini del cancello di ingresso dell’attività commerciale inquadrano tre uomini in tuta bianca e piumino corto, con il volto coperto da un passamontagna ed una torcia in testa da minatore che armeggiano al cancello di ingresso per accedere ai locali del negozio di preziosi. Uno di loro, grazie ad un piede di porco riesce a forzare la porta. Pochi secondi e si ritrovano in cinque, armati di secchi usati per la raccolta dei rifiuti e di una bacinella, che iniziano la loro azione predatoria. Pochi minuti e mentre due dei cinque spaccano con una mazzola e il piede di porco le vetrine interne del negozio, gli altri tre riempiono velocemente i contenitori usati per trasportare più velocemente il bottino all’esterno, dove non si può escludere che ci fosse almeno un altro complice, un sesto uomo presente a coprire il quintetto di malviventi facendo da palo.

Nonostante l’allarme attivato, i malviventi portano a compimento il raid. Sanno quale oggetti preziosi asportare e lo fanno con una velocità ed in un’azione da «professionisti». Il colpo dura in tutto circa dieci minuti. Il tempo di eludere ogni eventuale arrivo di forze dell’ordine e vigilanza.

Prima di andare via, i banditi hanno portato con loro il registratore di cassa decidendo di prendere un grosso portaombrelli griffato, dove hanno sistemato tutti i preziosi, prima raccolti nei vari bidoni e ceste di plastica.

Almeno dalle prime indiscrezioni il gruppo sarebbe giunto sul posto a bordo di una Opel Corsa, di colore blu scuro, e hanno caricato la refurtiva in grossi contenitori di plastica, delle ceste, per poi dileguarsi. Il bottino dovrebbe superare i centomila euro.

Sul posto per i rilievi necessari ad individuare qualche traccia dei malviventi sono arrivati i militari dell’Arma della Compagnia di Avellino. Non è la prima volta che la gioielleria finisce nel mirino dei malviventi. Era già avvenuto infatti nell’ottobre del 2013, quando con modalità analoghe era stato messo a segno un altro raid con un bottino di circa centomila euro. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Avellino.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA