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AVELLINO- Si alimentano le polemiche contro il Presidente dell’Ordine degli archietti della provincia di Avellino, Ermino Petecca, tra i primi proponenti di una serie di diffide contro la nomina del collega Massimiliano Fuksas a progettista del recupero dell’ex Dogana. Non solo la rinuncia dell’artista di fame internazionale a lavorare al progetto per Avellino, ma ora anche il rischio concreto che si allunghino sensibilmente i tempi per la predisposizione di un nuovo progetto, previa l’individuazione di un nuovo archistar, fino al rischio concreto di perdere il finanziamento regionale da 3,5 milioni.

Di qui la nuova presa di posizione di Petecca: “Qual – cuno mi chiede di scusarmi con la città e di fare un passo indietro invitando Fuksas a ritirare la rinuncia. A questi vorrei rispondere con diverse argomentazioni, ma mi limito semplicemente a ribadire che non ho nessuna delega di legge per poter interpretare liberamente il Codice degli appalti, per cui non è in capo a me, come presidente dell’Ordine degli architetti, decidere se il maestro Fuksas può onorarci o meno della sua presenza nella città di Avellino, ma unicamente alle leggi in vigore nel nostro Paese”. E qui l’invito del Presidente Petecca “a non banalizzare ulteriormente la discussione, in quanto non è la guerra dei campanili né una schermaglia politica, ma semplicemente la rivendicazione dei principi di legalità, come diritti fondamentali dei cittadini”.

A dar man forte a Petecca, anche gli iscritti all’or – dine professionale provinciale “ Sulla vicenda dell’antica Dogana di Avellino gli architetti irpini per sgomberare ogni dubbio ed evitare di incorrere in falsi populismi chiariscono ancora una volta che hanno inteso impugnare unicamente una procedura anomala senza alimentare polemiche. Mentre resterebbe un grande onore- chiariscono gli architetti- avere il maestro Fuksas quanto prima con noi in città e come indescrivibile l’orgoglio di rivedere rinascere l’antica Dogana, come simbolo del territorio e ripristino dei valori di amore e passione per la storia di una comunità, la conservazione dei monumenti e i luoghi che meglio rappresentano le radici dei valori da trasferire alle future generazioni”.

Intanto cresce la “levata di scudi” proposta dal sindaco Gianluca Festa per tentare di convincere Fuksas dell’importanza della sua firma sotto il progetto dell’ex Dogana. Il gruppo social nato all’indomani della riunione dell’architetto romano, ad una settimana conta 3000 adesioni, con centinaia di messaggi di stima. “Tutti abbiamo sempre immaginato una Avellino capace di competere con le grandi città del Sud, non solo per cultura e fascino ma per le sue enormi potenzialità. Affidare all’archistar Massimiliano Fuksas il progetto di riqualificazione della “Dogana” va in una direzione precisa: ridare vita ad un luogo per troppo tempo lasciato abbandonato e farlo con un tocco unidi opere: un balzo futurista, uno sguardo che va oltre il nostro orizzonte. Dare ad Avellino qualcosa di unico, di eterno. Con l’aiuto di Fuksas Avellino potrebbe tornare a sognare- recita ancora l’appello. Perché perdere questa occasione unica?- l’interrogativo- Perché perdere l’opportunità di avere in città non solo un’opera capace di attrarre turismo e ospitare cultura ma un segno di bellezza non replicabile nel mondo?”

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