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AVELLINO- Nella settimana in cui riaprono le porte palestre private e altre strutture dedicate alle attività sportive, aspettando il via alle attività del Country sport attese per lunedì prossimo, restano chiusi i cancelli dell’unico Centro sportivo comunale di Avellino. Non solo il rischio è che, per rivedere attiva la struttura di via De Gasperi se ne parlerà almeno ad inizio del 2022, ma l’aspetto preoccupante sono le immagini che consegnano gli spazi esterni.

L’erba e la vegetazione crescono a dismisura ed hanno superato l’altezza umana, mentre il lucchetto apposto lo scorso ottobre dal Comune davanti ai cancelli, quando partì lo sgombero della Polisportiva, appare manomesso. Non è chiaro se si tratti dell’incuria del tempo o di un gesto di ignoti che hanno tentato di accedere all’interno dell’impianto natatorio.

Per quanto riguarda gli spazi interni, stando a quanto emerso dopo una serie di sopralluoghi tenuti dal settore patrimonio lo scorso giugno, lo stato edile e impiantistico non avrebbe subito grandi danni. Almeno fino a giugno. Intanto i mesi trascorrono e, per quanto l’amministrazione comunale assicuri che entro settembre sarà pubblicato il nuovo bando per la gestione, il rischio è che il materiale possa deteriorarsi in maniera seria.

Già dopo gli ultimi sopralluoghi emerse che, comunque, all’interno della piscina comunale dovranno essere attuati interventi per porre rimedio ai danni di infiltrazioni d’acqua e umidità, oltre che una verifica più approfondita di impianti ed attrezzature. Costi di riparazione che andranno in capo al futuro gestore, nel più complessivo prezzo di base d’asta che l’Ente sta quantificando dopo che il primo bando, complice anche l’emergenza covid, non riuscì a trovare acquirenti definitivi.

Un costo che sarà notevolmente ridotto rispetto ai 300mila euro di canone annuo stabiliti nella manifestazione d’interesse avviata nel 2019 dall’ex Commissario Comunale Giuseppe Priolo che, al netto della pioggia di proposte iniziale e della selezione finale da parte dell’Ente dell’offerta tecnica di Dino Scozzafava, vide la rinuncia finale del già proprietario del Country Sport proprio per i tempi mutati e un’emergenza sanitaria che per troppo tempo ha tenuto ferme le attività sportive, così come le casse imprenditoriali.

Sullo sfondo l’iter giudiziario avviato dall’Istituto del Credito sportivo che vanta circa 2,5 milioni dell’Ente comunale, in virtù del mutuo mai pagato dagli ex gestori della Polisportiva, sino al già citato sfratto dello scorso ottobre, anche in luogo di una serie di interdittive antimafia che pendono sulla società legata al gruppo Cesaro. A tal riguardo è attesa per il 20 ottobre prossimo al Tribunale civile, la nuova udienza tra l’Istituto Credito Sportivo e la Società di progetto srl Polisportiva Avellino, con l’Ente comune che si è costituito in giudizio.

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