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AVELLINO- Chissà cosa avrebbe detto e quanta gioia avrebbe espresso ieri il suo fraterno amico Antonio Manganelli, un riferimento per lui, prendendo atto della scalata che lo porta alla vetta più alta, quella di Prefetto di Roma. Sicuramentenon sarebbero mancate le battute ( come quella che circola sulle dispute geografiche tra i due«tu appartieni al gruppo dei beneventani ma non dimenticare che io faccio parte degli avellinesi».ndr).

Il secondo è Matteo Piantedosi, 57 anni, attuale capo di gabinetto del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, da questa mattina alla guida della Prefettura più importante d’Italia, quella di Roma. E’ il simbolo dell’Irpinia che torna al vertice delle Istituzioni più importanti del Paese. Il primo avellinese alla guida dell’Ufficio di Governo più importante d’Italia, quello della Capitale.

Ed è stato proprio il Ministro Luciana Lamorgese che ha fatto la proposta di nomina in Consiglio dei Ministri. Un profilo di uomo delle istituzioni e anche un consenso trasversale quello che negli anni si è conquistato il Prefetto irpino. Basti pesare che già nel pomeriggio, con il Consiglio dei Ministri ancora in corso, sono arrivati per lui i complimenti da rappresentanti istituzionali di tutti i colori politici. La sua agenda a Palazzo Valentini, la sede della Prefettura di Roma, non sarà meno impegnativa di quella al Viminale. Come riportano le cronache romane, il successore del prefetto Gerarda Pantalone, infatti dovrà affrontare subito emergenze come quelle degli alloggi occupati.

C’è anzitutto la questione degli insediamenti rom (per la prossima settimana è previsto lo sgombero di quello tollerato vicino a via del Foro Italico) oltre alla prosecuzione del piano di dismissione dei villaggi della solidarietà, dove abitano circa 4.500 persone, che richiede impegno per la loro ricollocazione.Altro dossier caldo quello degli immobili occupati a scopo abitativo, circa 100, in una città dove il Campidoglio recentemente ha censito 57mila famiglie con disagio abitativo, 15mila delle quali classificate in emergenza. Senza dimenticare le occupazioni con connotazioni politiche, tra cui lo stabile di via Napoleone III dove ha sede CasaPound, e i movimenti della malavita organizzata, sempre attiva sul litorale e nelle periferie della capitale, anche se ridimensionata dalle numerose condanne inflitte con il riconoscimento dell’aggravante dell’associazione mafiosa. Piantedosi si è guadagnato la stima delle istituzioni grazie anche alla sua capacità di affrontare le crisi. A partire da quella degli sbarchi durante la gestione del Viminale di Matteo Salvini. Un lavoro di serietà che non ha scalfito la considerazione per Piantedosi, tanto che è arrivata la riconferma con la guida di Luciana Lamorgese. E il prefetto si è trovato di fronte ad un altra emergenza. Quella del Covid 19.

Sua, infatti la circolare sul tema degli acquisti , alla luce ​delle disposizioni introdotte dal d.P.C.M. 22 marzo 2020 e successive modifiche ed in esito al confronto in sede di gruppo di lavoro ​interministeriale attivo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Piantedosi, come ricirdato dal Foglio ieri è l’uomo che ha gestito il complesso dossier immigrazione nel Conte I e nel Conte II.

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