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AVELLINO- “Facciamo in modo che passata l’emergenza, non ci si dimentichi che ad Avellino sta avanzando pericolosamente la criminalità organizzata”.
E’ questo l’appello unanime che arriva da associazioni di categoria, imprenditori e sigle sindacali, presenti al Consiglio comunale monotematico, riunitosi dopo l’escalation di atti criminali che nelle ultime settimane hanno scosso la comunità avellinese.
“E’ tempo di non girarsi dall’altra parte, di non abbassare la schiena”, apre i lavori Pino Bruno, numero uno di Confindustria chiamando la politica “al coraggio”, ma appellandosi anche ai cittadini “come sentinelle del territorio che non devono mai avere paura di denunciare ogni stortura”. Lo stesso appello agli imprenditori, “a scacciare fenomeni i usura ed estorsione. Sono qui a nome delle imprese ed è una testimonianza diretta che la criminalità non è non limitata alle circostanze delle ultime settimane ”.
A chiamare la società a “costruire un muro contro i fenomeni dannosi che si stanno estendendo nel nostro territorio”, anche Oreste La Stella, Presidente della Camera di Commercio di Avellino: “La Campania purtroppo viene abbinata al fenomeno camorristico, noi avellinesi abbiamo sempre storto il naso quando siamo stati associati a realtà molto diverse da noi. Ci siamo sempre sentiti lontani da fenomeni presenti nel napoletano e nel casertano e abbiamo sempre pensato di avere anticorpi rispetto a certe situazioni”.
Michele Di Giacomo, presidente dell’Ance-Costruttori sottolinea come pure “l’edilizia è in crisi. Il nostro, da sempre, è un settore a rischio. Saremo sempre vicini alle imprese e a tutti coloro che avranno bisogno di noi”.
A seguire i segretari sindacali pongono l’accento sulla partita dei grandi appalti che si sta aprendo al Avellino, dopo l’arrivo di una pioggia di fondi per le opere pubbliche. Lo dice senza remore, Mario Melchionna della Cisl. “Non scopriamo oggi che l’Irpinia non è un’isola felice e la malavita si è annidata da anni sul territorio. Chi fa finta di accorgersene oggi, è stato poco attento. Ora l’attenzione deve alzarsi ulteriormente, perchè la malavita organizzata intercetta i fondi degli appalti. Siamo ancora in tempo per mettere in sicurezza i milioni di euro che arriveranno a breve in città”. Infine la proposta di un protocollo d’intesa sulla legalità, condiviso anche dagli altri segretari.
Costantino Vassiliadis della Ugl invita a tenere alta l’attenzione anche sui fenomeni di bullismo, mentre Luigi Simeone della Uil invita a cogliere con positività i segnali delle ultime settimane, per una rinnovata azione di attenzione e vigilanza su fenomeni simili.
Anche Franco Fiordellisi della Cgil accende i riflettori sugli appalti, ammonendo “sulla cattiva pratica di subappalti e spacchettanti. Anche le case popolari rappresentano un esempio lampante, ci sono tante questioni che si annidano”, chiamando poi il Consiglio comunale di Avellino “a restituire l’Osservatorio sulla legalità”.
Ad intervenire nel dibattito, anche Don Vitaliano Della Sala, portando anche i saluti del Vescovo di Avellino, Monsignor Arturo Aiello. “Porto i saluti del Vescovo Aiello, sempre vicino a quel che accade in città. La Chiesa soffre insieme ad Avellino, non possiamo permettere che il capoluogo sia preda della criminalità crescente. È bello che ci si ritrovi attorno al concetto di legalità, un bene che deve unirci al di là delle differenze”.
Un monito a fare rete arriva anche da Domenico Capossela, Presidente dell’associazione usura antiracket: “La vittima di estorsione ha paura e si trova in un clima psicologico particolare e se non ha un buon esempio da seguire, difficilmente denuncia. Il problema è sempre la burocrazia. Il racket si insinua dove ci sono i soldi, l’usura invece va dove non ce ne sono”.
Infine il sindaco di Montoro, Girolamo Giaquinto, che con la sua presenza vuole testimoniare che “la problematica della criminalità non è a tenuta stagna e riguarda tutte le comunità. L’istituzione rischia di essere scavalcata da questa recrudescenza criminale, episodi simili riguardando tutti. Per questo dobbiamo ribadire la necessità di recuperare gli elementi nobili della politica e di riacquistare autorevolezza nei confronti dell’opinione pubblica”.