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I servizi sociali sono a regime, assicurano dalle cooperative: il problema ci sarà quando bisognerà fare scelte strategiche per programmare il futuro. La mancata entrata in funzione dell’azienda consortile dell’ambito A04, per il momento non inficia la qualità dei servizi forniti dal Piano di zona. Per ora. Le cooperative si potrebbe dire vanno avanti motu proprio seguendo comunque le indicazioni dell’Ufficio di piano. “I servizi essenziali, funzionano. Mi riferiscono in particolare ai servizi domiciliari ed educativi di cui le cooperative sono affidatarie”.

A parlare è Antonio Borea, presidente regionale di Confcooperative. Chi controlla che i servizi funzionino?

“Per quanto riguarda i servizi domiciliari, le famiglie. A vigilare su quelli educativi sono i dirigenti scolastici. Poi ci sono gli assistenti sociali che hanno il compito di intercettare i bisogni delle persone, deciderne la presa in carico e poi monitorare tutto il percorso. Le cooperative di norma si interfacciano con l’ufficio di piano e non con la parte politica dell’azienda “.

Ricevuto l’affidamento dei servizi le coop fanno il lavoro. Di norma l’affidamento dura un bel po’ di mesi, secondo un tot numero di ore. I fondi sono erogati da Comune, Regione o anche da un Ministero a secondo dei progetti.

“E’ importante che da parte degli uffici ci siano una programmazione attenta soprattutto in un periodo critico come questo”, dice Borea.

Se l’azienda consortile dell’ambito a A04 non è mai partita non è un problema per le cooperative o meglio per gli utenti?

“No, per il momento, però quando ci saranno da fare scelte politiche, elaborare strategie assistenziali gli organi politici dell’azienda speciale consortile dovranno decidere. Se si è costituita questa azienda è bene che si metta in funzione quanto prima. Questo serve a dare continuità al buon lavoro che si stanno facendo le cooperative”.

Valentino Santucci è presidente di una confederazione di cooperative che lavora in tutta l’Irpinia ambito A04 compreso: “I servizi sono a regime, quando scadranno gli affidamenti bisognerà fare delle scelte, di programmare, la parte politica si dovrà muovere . Quali fondi utilizzare, quali obiettivi raggiungere, tutto questo non è a discrezione delle cooperative”.

L’ assemblea dei soci dell’azienda cortile dovrà riunirsi e deliberare. Oggi non può farlo per una serie di impedimenti politico- amministrativi di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. “Se si ha una struttura decisionale alle spalle che indica una direzione ben delineata, allora organizzarsi è più facile per tutti”.

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