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AVELLINO- Da 14 volontari fissi agli attuali 5, con un’emergenza covid19 che sembra non conoscere confine e tempo, e che sta mettendo a dura prova il personale della Fraternita Misericordia Avellino. “Ma non si arrendiamo”, dice con determinazione il Presidente Guido D’Avanzo, per tutta la giornata nella sede di via Padre Romualdo Formato, al confine dell’ex Dante Alighieri di Via Piave, operativo a coordinare le attività e smistare le dozzine di richieste che arrivano al centralino. Tuta di protezione indosso, mascherina al volto, il Presidente è un fiume di energia e forza di volontà, e con lui i volontari che stanno facendo il turno di mattina. Tutti sorridenti, tutti determinati a portare fino in fondo la propria vocazione, nonostante non riescono a nascondere anche la fisiologica angoscia per alcuni colleghi del 118 che hanno contratto il virus. “E’ normale che ci sia un pò di preoccupazione. Siamo esseri umani anche noi- racconta il Presidente D’Avanzo- ma non possiamo lasciare solo che ha bisogno di noi. Ci sono anziani soli a casa con i loro cari lontani o, nella peggiore delle ipotesi anche abbandonati. Poi i diversamente abili o altre persone con patologie di vario genere. Ogni giorno riusciamo ad evadere dalle trenta alle quaranta richieste, con priorità alle consegne alimentari e ai medicinali. C’è chi insieme alla spesa ci chiede un pacco di sigarette, se possiamo lo accontentiamo. Capita, invece, che alcuni residenti fuori Avellino contattino comunque il nostro centralino, ma non non possiamo far altro che smistare la richiesta ai colleghi delle Fraternite Misericordie degli altri comuni di competenza”. Anche all’interno degli spazi di via Formato, ogni angolo è stato attrezzato per rispettare tutti i dispositivi e i protocolli di sicurezza che il rischio contagio impone. Ma anche i kit di protezione, a partire dalle mascherine, diventano merce rare per gli stessi volontari in prima linea. Difronte poche ambulanze nel parcheggio, mentre le altre in servizio, perchè allertate dalla chiamata del 118. Al netto della determinazione a non arrendersi, le criticità si addensano, non solo in termini numerici dei volontari, ma soprattutto per quanto riguarda il personale infermieristico. Lo stesso D’Avanzo, qualche giorno fa, attraverso una lettera aperta ha lanciato l’allarme per la carenza di infermieri, a seguito del reclutamento da parte di strutture sanitarie pubbliche dell’organico della Misericordia. “Si tratta di attività professionale retribuita, ma purtroppo per la grave emergenza diffusa, al momento non abbiamo ricevuto risposte. Per le consegne alimentari ci aiutano anche i volontari del Servizio Civile, ma di più non possiamo fare, servono anche altre professionalità,”, aggiunge D’Avanzo. Sul punto è arrivata anche una lettera al Prefetto di Avellino, Maria Spena, sottoscritta nella giornata di ieri dal coordinatore provinciale delle Misericordie, Vincenzo Aquino La richiesta, che accomuna tutte le Confranernite Misericordia irpine, resta quella di attivare il canale di ricerca di infermieri da inserire nell’emergenza territoriale. “In questo momento storico così difficile- così Aquinovoglio esprimere un ringraziamento ai volontari della nostra Misericordia. Grazie perché giornalmente siete impegnati a favore del prossimo. Grazie perché in questo periodo state affrontando impegni molto più gravosi. Grazie ai nostri autisti, barellieri, a tutti i professionisti che con la loro esperienza arricchiscono il buon risultato dei servizi espletati. Grazie ai ragazzi del servizio civile universale. Grazie a tutti i volontari non attivi che nei momenti difficili ci offrono la loro disponibilità. La Misericordia ha bisogno di tutti, sosteniamola”.( SDC)

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