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SOLOFRA (AV) – Il blitz della Direzione Generale del Moscati sul Landolfi, ormai destinato a diventare una struttura totalmente Covid continua a far discutere. E così, dopo l’infruttuoso vertice di venerdì sera tra il sindaco Michele Vignola e i dirigenti della Città Ospedaliera, lo stesso primno cittadino di Solofra e i colleghi di Montoro, Girolamo Giaquinto e di Serino Vito Pelosi, hanno inviato una serie di richieste urgenti di incontro con i vertici di istituzioni e sindacati.

Nella stessa hanno ricordato che in riferimento alla nota dell’Unità di Crisi sulla necessità di reperire nuovi posti letto sono «Venuti a conoscenza dell’adozione di provvedimenti organizzativi da parte dell’Azienda Ospedaliera Moscati, che avranno forti ricadute sui servizi sanitari offerti dal presidio ospedaliero Landolfi di Solofra » sollecitando un incontro urgente per rappresentare le preoccupazioni del territorio.

La stessa richiesta è stata indirizzata al Prefetto di Avellino Paola Spena, al governatore della Campania Vincenzo De Luca, al suo vice, Fulvio Bonavitacola, ai consiglieri regionali irpini, al presidente della Provincia Domenico Biancardi, ai sindaci del Distretto di Atripalda e ai segretari provinciali dei sindacati di categoria. Una vera e propria mobilitazione quella a cui stanno pensando a livello istituzionale i primi cittadini. In un solo colpo infatti, scompaiono dall’agenda sia il cronoprogramma organizzato per la riqualificazione della struttura ospedaliera che tutti gli impegni per il Pronto Soccorso, che nonostante si profili l’organizzazione di un vero e proprio Covid Hospital, dovrebbe restare chiuso.

Una scelta unilaterale che ormai non sembra possa essere ridiscussa, a meno che il pressing da parte degli amministratori sulla Regione Campania non sortisca il suo effetto. Intanto da più parti viene anche riferito di una serie di trasferimenti, su cui non c’è ancora ancora ufficialità, almeno diciotto infermieri.

Ma su questo aspetto frena anche lo stesso sindaco di Solofra Michele Vignola, amareggiato per il comportamento assunto dai vertici del Moscati di Avellino: «Atti ufficiali non ce ne sono- ha chiarito Vignola sul punto dei presunti trasferimenti, stigmatizzando anche il chiacchiericcio che in queste ore sta interessando la vicenda- ieri hanno chiamato un infermiere ma informalmente, per cui non penso sia il momento per sollevare casi. Chiaro che arriverà il momento che li dovranno portare avanti. Chi è venuto meno ad un rapporto sono loro. Ci hanno tenuto fuori e hanno tentato di fare la cosa senza informarci. Noi restiamo corretti, il primo passaggio sarà con il Prefetto di Avellino. Faremo anche un incontro con tutti i consiglieri comunali di tutti i tre comuni, martedì mattina al Centro Asi. E’ prematuro dire altro, anche se è chiaro che c’è attenzione da parte della popolazione» .

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