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AVELLINO- Bocciatura sonora del nuovo decreto governativo da parte di tutte le categorie commerciali avellinesi. Se bar e ristoranti devono abbassare la saracinesca alle 18:00 e ragionano sul fatto che, a questo punto, era meglio rimanere chiusi perchè si rinuncia alle ore principali per fare cassa, va peggio a palestre e cinema e teatri ai quali è vietata l’apertura, mentre i negozi di abbigliamento, ai quali non viene vincolata la chiusura. temono che comunque subiranno anche loro gli effetti di quello che appare un coprifuoco mascherato. Si salvano solo centri estetici e parrucchieri che potranno continuare ad operare secondo i naturali orari, fermo restano le misure di sicurezza anti-covid. A parlare di un duro colpo all’economia è Costantino Vassiliadis, segretario provinciale dell’Ugl Avellino.


“Dobbiamo fare il possibile per proteggere la salute, questo è vero, è una priorità- la premessa- I dati relativi al Covid non sono confortanti né a livello locale che nazionale. Ed ora bisogna correre ai ripari con alcune restrizioni, azioni che non avremmo più voluto rivivere. A risentirne sarà sicuramente la salute della nostra economia, già fragile. La prima fase di questa profonda emergenza non è stata d’insegnamento alla politica. Il semi lockdown annunciato dal Governo, non sarà un’ancora di salvezza per il nostro Paese, in special modo per gli autonomi, i piccoli imprenditori, per il mondo della cultura (teatri, cinema) o per la ristorazione. Senza parlare di tutti quei lavoratori, oltre alla ristorazione, che operano nel settore delle cerimonie. Quello che mi fa rabbia è perché non siamo riusciti, dopo il primo catastrofico lockdown, ad elaborare soluzioni capaci di scongiurare questa seconda forte ondata. Molto probabilmente, e mi riferisco principalmente al Presidente Vincenzo De Luca, fino ad ottobre l’unico pensiero è stata la sua riconferma a Palazzo Santa Lucia. Perché non ha pensato a potenziare gli ospedali, i suoi posti letto, i trasporti, perché non ha lavorato per far fronte ad una seconda fase emergenziale già annunciata? C’è chi sta ancora aspettando la Cig dei primi mesi di chiusura. Così non si può vivere e nemmeno sopravvivere. Il senso di responsabilità in questa fase, da parte di tutti, è indispensabile ma dobbiamo salvare anche l’economia. Molto probabilmente durante la parentesi estiva bisognava incentivare, come ora, l’uso della mascherina anche all’aperto, il distanziamento e l’uso di igienizzanti. Un’altra chiusura – conclude -apporterebbe un danno irreparabile al futuro di di aziende ed attività già in forte affanno. La gente non ha bisogno di speranze ma di certezze”.


Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, commenta così le ultime disposizioni del Governo a causa del Covid-19: «Il governo maschera un lockdown sotto false spoglie. La disperazione delle aziende è al massimo, anche perchè sono appese a provvedimenti frenetici in cui i nostri esercenti non riescono più a comprendere quello che devono fare. C’è grande preoccupazione relativa alla salute pubblica, perché, sia chiaro, è prioritaria, però non le nostre aziende non possono neanche morire di fame”. Confesercenti chiede allo Stato “di non ripetere gli errori commessi nel lockdown. Gli indennizzi agli imprenditori devono essere concessi con criterio, soprattutto devono essere annullate tasse, pagamenti e scadenze. Bisognadare un sostegno reale e tempestivo agli imprenditori in modo che possano sopravvivere. Non solo la chiusura alle 18 inficia il fatturato dei ristoratori, pub bar, gelaterie e pasticcerie: dall’inizio del lockdown tali attività hanno perso il 75% del fatturato, occorre che lo Stato li risarcisca almeno del 25-30% sul fatturato dell’intero anno. Riteniamo, per questo, che la moratoria di tre mesi sia necessaria e urgente. Sui pagamenti, sulla tasse ma anche per le attività giudiziarie che stanno colpendo le nostre imprese con richieste di fallimento da proprietari dei fitti o di fornitori non soddisfatti». A ribadire la contrarietà ai provvedimenti governativi, ma anche della gestione dell’emergenza da parte della Regione Campania, il sindaco di Avellino, Gianluca Festa: “Prendiamo atto del passo indietro di De Luca: questo già salva la Campania. Il provvedimento del governo centrale rappresenta comunque una mediazione rispetto alla sofferenza che vivono le attività commerciali. Resto convinto che occorra garantire maggiori poteri ai sindaci in modo che ognuno decida per la propria realtà territoriale, quello che dico da qualche settimana e oggi più che ieri diventa determinante per non per non affossare categorie commerciali”.

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