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AVELLINO- Tre tende messe a disposizione dell’Esercito italiano attraverso il 232° Reggimento Trasmissioni della Caserma Berardi di Avellino, e militari pronti a supportare, anche logisticamente, l’Azienda sanitaria locale e il Comune di Avellino per la gestione del covid center della città. Tutto pronto a Campo Genova, una delle cinque location della provincia irpina individuata dall’Asl per la somministrazione dei tamponi in drive-in per i residenti del capoluogo, di Monteforte e di Atripalda.


Ieri mattina, all’allestimento delle tende da parte dei militari dell’Esercito italiano, erano presenti anche il manager Maria Morgante e il sindaco di Avellino. Gianluca Festa che, nel contempo, conferma di voler ampliare l’offerta delle analisi anti-covid con l’allestimento, nei prossimi giorni, di un’altra postazione che, di concerto con l’Ordine dei medici garantirà l’effettuazione gratuita di test rapidi. Intanto da questa mattina si parte con la somministrazione dei tamponi a coloro che hanno avvertito preventivamente Asl o medico di base, sempre per motivi acclarati e non per semplice curiosità personale, e hanno ricevuto la liberatoria e l’appuntamento.


In sostanza a chiunque si recherà a Campo Genova senza autorizzazione, non sarà consentito fare il tampone. Secondo le prime stime, nel covid center di Avellino saranno effettuati circa 700 test molecolari al giorno, tra l’altro dal lunedì al sabato, e non solo a giorni altri come negli altri quattro centri allestiti in provincia. Il nuovo screening avviato dall’Asl si è reso necessario in virtù dell’aumento costante e preoccupante dei contagi nella provincia irpina. al parti del territorio regionale e nazionale. l’Azienda Sanitaria Locale ha deciso di implementare ulteriormente sia la somministrazione dei tamponi, per consentire un tracciamento dei contatti più veloce ed efficace, sia l’assistenza dei pazienti, attraverso servizio domiciliare se necessario, ma le cui condizioni cliniche non prevedono il ricovero ospedali “Si tratta- spiega Morgante- di postazioni a servizio del territorio con accesso consentito a tutti coloro che saranno contattati dal sistema recall dell’Asl e invitati a recarsi in auto presso uno dei punti allestiti in provincia per effettuare il tampone”. Per quanto riguarda l’organizzazione dei plessi ospedalieri gestiti direttamente dall’azienda sanitaria, (Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi), Morgante annuncia “ proprio in queste ore è stata riaperta la Medicina Covid del “Frangipane” di Ariano Irpino con 12 posti letto e dal 1 novembre si procederà all’apertura dell’area Covid con terapia subintesiva, oltre quella intensiva che è già attiva. Altri 6 posti letto di terapia sub intensiva Covid saranno allestiti al “Cri – scuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi”.


Come detto, a Campo Genova Campo Genova, mentre l’Asl si occuperà di sottoporre a tampone tutti coloro che verranno individuati nella rete di contatti dei casi positivi, si procederà anche ad uno screening a tappetto organizzato dal Comune capoluogo. “Contra – stiamo il virus anticipandolo, non inseguendolo- commenta il sindaco Festa- Quindi l’unica azione efficace in questa fase non può che essere uno screening di massa. Avellino è il primo capoluogo di Italia ad effettuarlo. L’Asl si occuperà dei tamponi, mentre il Comune si occuperà dei test sierologici”.


Palazzo di città avrebbe già acquistato il primo kit, prevedendo una spesa in bilancio di circa 100mila euro. Il sindaco, poi, torna a ragionare sui numeri dei contagi in città, rinnovando l’invito alla comunità a non cadere in facili allarmismi. “ I casi positivi- dice sul punto- al momento sono circa il 10% dei tamponi effettuati, quella regionale è quasi il doppio. Lo screening consentirà di evitare ospedalizzazioni tardive e complicazioni cliniche”.


Festa poi ribadisce la necessità di individuare una struttura, la proposta originaria era quella di riattivare l’ex “Maffucci”, in cui ospitare i positivi asintomatici durante il loro periodo di isolamento obbligatorio per evitare che il contagio di moltiplichi all’interno di nuclei familiari che vivono sotto lo stesso tetto. E il sindaco ribadisce anche la sua contrarietà ad un nuovo lockdown: “Ogni realtà territoriale vive una condizione diversa, sono contro la serrata generale ad Avellino. Qui possiamo convivere in sicurezza con il virus. Chiudere tutto per due mesi e poi ritornare punto e daccapo servirebbe solo a mettere in ginocchio l’econo – mia”.

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