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Si allunga la lista dei sindaci che decidono di prorogare oltre il 24 la chiusura delle scuole dell’infanzia e prima elementare. Ieri mattina si è tenuto un incontro tra le Amministrazioni Comunali di Serino, Santa Lucia di Serino e la dirigente scolastica Antonella De Donno. Sentiti anche i rappresentanti dei genitori, si è deciso di sospendere le attività didattiche in presenza fino al 4 dicembre. Stessa decisione per i sindaci di Aiello del Sabato, Cesinali, Santo Stefano del Sole, San Michele di Serino insieme alla dirigente dell’ istituto Comprensivo Statale Casalino : qui le scuole resteranno chiuse fino al 5 dicembre, fino al tre dicembre recita l’ordinanza del sindaco di Capriglia Irpina, Nunziante Picariello. Comuni che si aggiungono a diversi altri che nei giorni scorsi hanno emanato le stesse ordinanze. Ma oggi potrebbero arrivare le decisioni finali dall’Unità di crisi regionale: «Domani (oggi per chi legge, ndr) verificheremo se ci sono le condizioni di una riapertura delle scuole e capire gli effetti di questi misure. L’idea era quella di aprire uno screening a tutti bambini organizzando anche un numero verde con interfaccia per i cittadini. Oggi c’è una maggiore paura delle mamme per la presenza in aula e domani come Unità di crisi si deciderà una eventuale proroga per la riapertura ». Così Roberta Santaniello, dell’Unità di crisi regionale della Campania, intervenuta a Radio Crc. Nella diretta fb del venerdì il governatore Vincenzo De Lucaha confermato: «La riapertura per il 24 era una previsione ma noi non apriremo nulla se non avremo la sicurezza dal punto di vista epidemiologico. Abbiamo scelto una linea di rigore e di tutela della vita dei bambini, delle loro famiglie, dei loro compagni di scuola, manterremo una linea di rigore. Quindi, non anticipo nulla, ma è possibile, forse probabile che non si riapra quando abbiamo previsto di aprire, e comunque non riapriremo nulla se non abbiamo certezze dal punto di vista sanitario ». Da martedì scorso sono iniziati gli screening con i test antigenici su studenti, professori e personale non docente. Oggi è previsto il vertice in Unità di Crisi sulla situazione del monitoraggio, per il quale è stata predisposta anche una apposita App per gli operatori. E’ previsto anche un incontro con i vari direttori delle Asl in Regione. Nei primi giorni di attivazione del numero verde regionale le famiglie hanno lamentato moltissime difficoltà a prendere la linea per prenotare i tamponi rapidi per i figli. «Un minimo di arresto c’è stato ma la presenza del virus è evidente nella nostra popolazione regionale. Resta altissima la soglia di guardia», ha aggiunto Santaniello. Per quanto riguarda «il piano ospedaliero, sta garantendo assistenza ai pazienti Covid e non Covid. Nonostante la zona rossa c’è mobilità per chi lavora e si sta registrando un piccolissimo calo di pressione sugli ospedali. Si evince una mutazione dell’aggressività del virus rispetto alle difficoltà respiratorie». Anche cinque sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, chiedono il differimento dell’apertura, ricordando che proprio nelle fasce più base di età si incontrano i maggiori ostacoli nella gestione dei protocolli sulla sicurezza tanto che molti genitori, timorosi per la salute dei figli, già in precedenza avevano preferito non frequentare le attività in presenza. Senza poi parlare delle difficoltà che si stanno riscontrando per gli screening a personale scolastico, alunni e famiglie. A proposito degli screening per la scuola, gli operatori Asl di Avellino hanno effettuato nella giornata di giovedì presso le postazioni Drive-in irpine 786 tamponi antigenici a docenti, personale scolastico, alunni e gemitori della scuola dell’infanzia e della prima classe della Primaria, suddivisi in 147 tamponi ad Ariano, 257 ad Avellino, 124 ad Avella, 157 a Cervinara, 101 a Montella. Al di là dell’incidenza epidemiologica che sarà valutata oggi in Regione, appare chiara la fortissima pressione che si sta concentrando sulla necessità di prorogare la chiusura delle scuole. Secondo Anci Campania «appare utile segnalare che in molti Comuni i sindaci con propria ordinanza hanno disposto o intendono disporre la chiusura delle scuole fino al prossimo 6 dicembre, raccogliendo in tal senso grandi preoccupazioni delle famiglie rispetto ad una possibile riapertura. Inoltre ci stanno arrivando in queste ore numerose segnalazioni non solo dei primi cittadini, ma anche di associazioni di genitori vicine al mondo della scuola allarmate per una intempestiva ripresa della scuola in presenza». L’Anci suggerisce quanto meno il rinnovo dell’ordinanza 90 nella parte che disciplina lo screening, estendendone i termini di esecuzione al 6 dicembre sin da ora, senza ulteriormente attendere il termine del 23 novembre.

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