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AVELLINO- Il virus continua a circolare, con numeri in calo ma ancora sopra i cinquanta casi e, come si sta quotidianamente registrando, continua soprattutto ad uccidere. Quattro le vittime dall’inizio della settimana, con un bilancio di 11 decessi registrati da settembre ad oggi al Moscati di Avellino, che è stato il presidio ospedaliero più interessato dalla seconda ondata di pandemia e anche al Frangipane, dove sono stati sfiorati i trenta decessi dall’inizio della seconda ondata. Anche ieri il bollettino di lutti si è aggiornato, con tre vittime del Covid 19 tra Moscati e Ariano.

Alla Città Ospedaliera sono deceduti ieri mattina due pazienti, si tratta di un sessantatreenne di Monteforte Irpino e un settantatreenne di Avellino. Il 63enne era stato ricoverato il 30 novembre in terapia sub intensiva e il 5 dicembre era stato trasferito in terapia intensiva. Il 73enne era ricoverato dal 18 novembre (terapia subintensiva) ed era stato intubato il 24 novembre. Al Frangipane è deceduta una 84enne di Ariano Irpino, ricoverata nell’Area Covid. Al Moscati solo qualche ora prima, nel pomeriggio di lunedì era deceduta al Covid Hospital una 87enne di Avellino. Era ricoverata dal 29 novembre in terapia sub intensiva. Anche per quello che riguarda i contagi si registra una situazione stabile. Il numero di positivi al coronavirus in Irpinia aggiornato ieri dal bollettino dell’Asl è di 69 casi su 830 tamponi processati.

Nel dettaglio, sono stati trovati positivi i tamponi riferiti a persone residenti: 8 ad Altavilla Irpina, 1 ad Andretta, 8 ad Ariano Irpino, 10 ad Avellino; 2 a Bonito; 1 a Calabritto; 1 a Calitri; 1 a Capriglia Irpina; 3 a Cervinara; 1 a Flumeri; 1 a Fontanarosa; 1 a Forino; 1 a Gesualdo; 2 a Grottaminarda; 1 a Lapio; 3 a Mercogliano; 1 a Montella; 8 a Montoro; 1 a Pietradefusi; 1 a Pratola Serra; 1 a Rotondi; 2 a Santa Lucia di Serino; 2 a Sant’Angelo dei Lombardi; 2 a Scampitella; 1 a Serino; 2 a Solofra; 1 a Sperone; 1 a Torella dei Lombardi; 1 a Villanova del Battista. Ma è proprio in Valle Caudina che è scoppiato un nuovo caso.

L’incubo di un «focolaio » a Rotondi nato dopo una cerimonia funebre, le esequie di un uomo deceduto sabato, il cui funerale è stato svolto nella mattinata di domenica. Nella serata di domenica madre della persona deceduta è risultata positiva al tampone, dopo che era finita in ospedale. La donna, almeno da quanto trapela già dal venerdì aveva la febbre ma non è stato richiesto per la stessa il tampone. Il fratello del defunto quando si è saputo il risultato del tampone già era tornato nella città dove risiede. Nella serata di domenica il sindaco non appena saputo della positività dell’anziana ha cercato di ricostruire tutti i possibili contatti e la mattina avrebbe anche avvertito il parroco di doversi mettersi in isolamento. Anche su questo c’è una versione che vuole proprio il sacerdote impegnato dopo le esequie in altre attività pastorali, anche alcune confessioni. Per cui in paese non manca qualche preoccupazione per quanto potrebbe avvenire.

Sono almeno cinquanta le persone in isolamento fiduciario. Quelle che si erano recate per la visita di condoglianze presso la casa del defunto e quelle che hanno preso parte alla cerimonia funebre. Parroco compreso. Anche se, proprio l’attesa ed il risultato del tampone per il parroco potrebbe far salire il numero delle persone in isolamento. «In questo momento ci sono delle quarantene fiduciarie. Il punto è che c’è stata la funzione religiosa domenica e ci sono state le visite sabato, quindi si dovranno attendere almeno sette giorni per poter eseguire il tampone- spiega il sindaco Antonio Russo, che ha passato l’intera notte di domenica a ricostruire la filiera dei contatti.

« Ho saputo da colleghi operatori del 118 di questo caso di positività e sono stato per tutta la notte a cercare di contattare più persone che hanno preso parte alle esequie. Nel momento in cui si sparge la voce, mi chiamano altri, perché non tutti sono presenti. Ho già inviato anche una nota all’Asl, rappresentando i fatti avvenuti in occasione delle esequie del figlio della signora che è risultata positiva. Ovviamente da questo punto di vista ci sono state delle superficialità. Ma al netto di qualche superficialità, che per ora non è il momento di affrontare, onestamente posso dire che a Rotondi nove su dieci usano la mascherina. Il lavoro che abbiamo fatto in queste settimane insieme alla Protezione Civile mi fa stare tranquillo. La gente rispetta le distanze, ovviamente una questione di rispetto si reca per i saluti, ma con la dovuta attenzione. Le persone si mantengono a distanza. Questa cosa mi fa stare relativamente tranquillo».

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