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Il caos è servito: di ora in ora si fa si disfa, tra Cts, Governo, Regioni. Se Johnson& Johnson non potrà essere utilizzato, come da disposizioni regionali, si apre anche il caso delle farmacie. Questa era la settimana in cui si sarebbero dovute attivare un centinaio di farmacie in Irpinia per vaccinare con J&J tutta la popolazione adulta, dai diciotto anni in su. Ma la questione è sospesa, perché con il fermo imposto al vaccino, anche la macchina organizzativa ha subito un brusco dietro front.

La campagna vaccinale, ha detto anche ieri il governatore De Luca, proseguirà con la campagna di somministrazione di vaccino Pfizer e Moderna, avendo sospeso le somministrazioni di altri vaccini «che hanno determinato eventi preoccupanti, e abbiamo sospeso anche la somministrazione di vaccini eterologhi, cioè abbiamo deciso di non fare la seconda dose con vaccini Pfizer a chi ha fatto come prima dose Astrazeneca».

Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ribadendo la sua decisione sul prosieguo della vaccinazione. Se questo è, il presidente di Federfarma irpino, Mario Flovilla, già in attesa da tempo di ricevere indicazioni da più fronti, non nasconde la sua amarezza. Intanto non sono state ancora fornite le credenziali per poter accedere alla piattaforma.

Ricordiamo che le prenotazioni per il vaccino in farmacia avverranno direttamente presso le farmacie, le stesse che vedono i medici già pronti da settimane, avendo seguito un corso di formazione. Hanno allestito i locali, hanno attrezzato i luoghi, hanno ricevuto il via libera dall’Asl che ha effettuato i sopralluoghi. Ma senza credenziali e senza vaccini, chi può partire? Non solo. In Campania, sono partite le farmacie del napoletano. A Caserta, Federfarma ha ricevuto dall’Asl le credenziali e anche i vaccini. Situazioni al limite del paradossale. Il presidente irpino e facente funzione in Campania, Mario Flovilla, ha inviato una nota all’Unità di Crisi regionale, Italo Giulivo, e all’Uod Politica del farmaco e dispositivi, Ugo Trama.

A seguito della recente “raccomandazione” diffusa dal CTS del Ministero della Salute, che rivede le fasce di età a cui destinare la somministrazione dei vaccini a vettore virale (anche nella fase di richiamo), il presidente chiede di stabilire quali vaccini saranno distribuiti alle farmacie per la realizzazione del concordato piano vaccinale regionale nonché il target di popolazione a cui destinarli. «Una tempestiva iniziativa in questo senso interverrebbe a calibrare le attività organizzative ancora in corso nelle province di Caserta, Salerno, Avellino e Benevento.

Discorso a parte – ricorda sempre Flovilla – riguarda la provincia di Napoli in cui la campagna vaccinale è già partita, sia pure in maniera disomogenea e discontinua e, dove conseguentemente: di qui l’invi – to alla Regione ad intervenire attraverso le competenti Asl con coerenti e prudenti determinazioni in merito, anche con riguardo alla posizione giuridica dell’operatore incaricato della prestazione vaccinale». In poche parole, serve chiarezza. E fare presto e bene.

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