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SOLOFRA- La città risponde, i comuni vicini pure, fino a 25 tra Irpinia a Salernitano. I conciatori danno il loro sostegno, le attività produttive si sono fermate. La risposta alle decisioni della Regione e dell’azienda ospedaliera, per i quali il Pronto soccorso del Landolfi va chiuso, e l’ospedale rimodulato nelle sue specialità (ma sarà vero?), è arrivata molto forte. Ieri a Solofra c’erano centinaia di persone, sindaci, amministratori, associazioni. In prima linea, i comitati “Salviamo l’ospedale Landolfi” con Dario Ferrara che ha rilanciato la battaglia sulla sanità, e “l’Occhio di Solofra” i cui componenti hanno fatto sentire la loro voce di dissenso nei confronti del sindaco, quando ha preso la parola.

Michele Vignola ha superato il momento e rilanciato, su passato, presente e futuro della struttura sanitaria attualmente senza un futuro certo. Vignola, all’indomani del ricorso al Tar, un risultato l’ha ottenuto, con la nota del prefetto Paola Spena, quando ha detto che La Prefettura di Avellino, «visto l’ampio coinvolgimento territoriale, ha sensibilizzato la Regione Campania invitando l’ente a favorire ogni utile interlocuzione e ascolto del territorio, anche ospitando un incontro presso questa sede, soprattutto in un momento così delicato come quello attuale in cui il Paese.

Anche questa provincia, mostra profonde ferite dovute alla pandemia, con una larga richiesta di valorizzazione dei servizi sanitari». E’ in fondo questo il senso della battaglia di Solofra, dei servizi che mancano e di cui invece c’è un gran bisogno, ma questa vuole essere anche la battaglia dell’equilibrio dei servizi tra province. Quella di Salerno ne conta fino a quindici di ospedali, in Irpinia solo quattro, ognuno con le sue lacune e le sue contraddizioni. Sullo sfondo, un altro vuoto da riempire, l’assenza di reazioni, se non qualche contumelia del governatore e qualche nota a distanza: le reiterate richieste di confronto con de Luca, con i consiglieri regionali tutti, con i vertici di Asl e Moscati, sono cadute finora nel vuoto.

Mercoledì una delegazione di sindaci, compreso quello di Avellino, Gianluca Festa, andrà dal ministro Roberto Speranza, per parlare del caso Solofra. La mozione del consigliere regionale del M5S, Vincenzo Ciampi, sarà discussa il 29 giugno in Consiglio regionale, quella con cui si chiede la revoca della delibera che annulla con un solo colpo le decisioni contenute nel decreto 29 del 2018 con il quale si è sancito il passaggio dell’ospedale dall’Asl al Moscati.

Tra la folla, tanti volti. «Inconcepibile, ma come si fa a non capire che con la chiusura del Pronto soccorso di Solofra sarebbe tutto compromesso, perché l’ospedale Moscati di Avellino non ce la fa a reggere, con il suo Pronto soccorso». Franco D’Ercole parla da oppositore di De Luca, ma è politico di lungo corso, è stato assessore regionale e amministratore della Soresa.

Una delle parole che più balza all’occhio, in questo afoso pomeriggio, è “imbecille”, in diverse varianti. Un cartello tra gli altri, quello che recita “De Luca, Alaia e Petracca, i veri imbecilli siamo noi che vi abbiamo votato”. E’ la risposta al governatore, che l’epiteto l’ha usato in una sua diretta facebook per apostrofare i sindaci che si oppongono alla recente delibera di giunta, e lo è anche nei confronti del presidente della commissione sanità e del vicepresidente agricoltura, entrambi a distanza dalla causa. Entrambi assenti, anche stavolta, e non poteva essere diversamente. Chi invece continua a garantire la sua presenza, e lo ha fatto anche ieri, è il consigliere regionale Livio Petitto.I volti della folla, sono quelli di tante donne, molte di associazioni, compresa l’Amdos. C’è il presidente provinciale Unpli, Giuseppe Silvestri, ci sono i sindacalisti. Ci sono professionisti, lavoratori, operai, giovani, ragazze e ragazzi.

“Un galantuomo mantiene sempre le promesse”, recita un altro cartello, un altro inneggia al diritto alla salute, a cure accessibili e di qualità per tutta la popolazione, sperando di “assumere stabilmente e sostenere il personale sociosanitario”. C’è tanta roba, in questa manifestazione, tra le attese di chi ci lavora nella sanità, di chi vorrebbe che quei servizi fossero garantiti per tutti, a chi vorrebbe smetterla con la storia delle contrapposizioni per far valere diritti sacrosanti. Il senatore Ugo Grassi fa vedere quanta gente c’è, per dire quanto siano gravi le decisioni di De Luca. Il suo partito, la Lega, si è già mosso da un anno per conoscere il piano del Landolfi. Tra i sindaci, anche Salvatore Vecchia di Cassano Irpino, del suo stesso partito. «Andremo dal ministro – incalza Grassi – come forza di governo, chiederemo garanzie. Scorretto e sleale il comportamento di De Luca». Il sindaco di Solofra ha ringraziato per la massiccia presenza di partecipanti:«Da oggi la nostra voce sarà ancora più forte per chiedere, ancora una volta, un confronto con la Regione Campania e la dirigenza dell’Azienda Moscati». E mercoledì da Speranza.

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