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AVELLINO- Il Comune di Avellino decide di avviare le indagini sul sito di Campo Genova e prove di laboratorio, posto che su una parte dell’area attualmente destinata a centro operativo per l’emergenza coronavirus, in passato sono stati depositati rifiuti solidi urbani. Per questo il dirigente comunale del settore lavori pubblici, Luigi Cicalese, di concerto con il ragioniere capo, Gianluigi Marotta per la parte economica, ha ritenuto opportuno procedere ad una campionatura dello strato superficiale del terreno per valutare la presenza di eventuali inquinanti. L’esecuzione delle indagini è stata affidata al laboratorio “Prolab” con sede a Candida, del dottor Ugo Russo, per un importo di circa 1600 euro, cifra che si va ad aggiungere ai circa 50mila euro già spesi da Palazzo di città per realizzare i tre interventi necessari per adibire Campo Genova a punto di prima emergenza. Una decisione, quella del Comune di Avellino, presa in piena emergenza ma che inevitabilmente si collega con la pioggia di polemiche determinate dalla precedente scelta del sindaco Gianluca Festa, di allocare il mercato settimanale a Campo Genova, con lavori per circa 190 mila euro. Già in quella occasione, qualche mese fa, sia le associazioni di categoria a rappresentanza dei mercatali che i consiglieri di opposizione di Palazzo di città, avevano più volte acceso i riflettori sulle criticità che potenzialmente poteva presentare un’area che aveva ospitato per anni un’Isola ecologica. In questo senso si è espresso anche il Tar di Salerno nell’accettare un primo ricorso delle associazioni, sottolineando come “su quel suolo, era presente un centro di raccolta di rifiuti urbani raccolti in modo differenziato” e quindi sarebbero servite delle verifiche igienico-sanitarie. Questa volta, però, a dirlo è anche il Comune stesso, indicando come necessario “un servizio di prelievo di tre campioni superficiali di terreno e l’esecuzione di prove di laboratorio per la ricerca di eventuali inquinanti nell’area di installazione del centro operativo/ campo base”. Non solo indagini di carattere ambientale perché, grazie all’emergenza Covid a Campo Genova è stato effettuato un altro intervento necessario alla base operativa, ma che era stato richiesto più volte nei mesi scorsi anche dagli operatori del mercato: la realizzazione di punti per la distribuzione di energia elettrica e acqua corrente. Dotazioni che venivano definite come necessarie dai commercianti per poter lavorare, soprattutto le postazioni acqua nel caso degli alimentaristi, in assenza delle quali non avrebbero potuto aprire i propri stand date le normative vigenti. Anche in questo caso il Comune è dovuto correre ai ripari ed effettuare i lavori per consentire alla base operativa di poter funzionare a pieno regime. «In data 08.04.2020 è stato redatto un verbale per interventi di protezione civile», si legge nella determina dirigenziale in cui vengono indicati i lavori per «Dotare l’area di punti di distribuzione di energia elettrica e di acqua corrente per consentire l’utilizzo dell’area destinata a centro operativo/campo». Lavori poi realizzati al costo di 22.566,58 applicando un ribasso del 22% alla stima iniziale di circa 30 mila euro. L’altro intervento da circa 28mila euro, realizzato prima della messa in funzione della base di emergenza, ha riguardato invece la pavimentazione del parcheggio adiacente l’area di Campo Genova il tratto di strada di via Annarumma, antistante lo stesso piazzale in modo da «consentire la circolazione e la sosta dei veicoli in condizioni di sicurezza, di igiene e salubrità». Interventi che Palazzo di città ha definito necessari in questa fase, mentre alla data dell’ordinanza sindacale che ha disposto lo spostamento del mercato a Campo Genova lo scorso 8 febbraio, il sindaco la pensava diversamente, nonostante le medesime richiesta da parte di consiglieri comunali e associazioni. Un punto che oggi ricorda con forza il capogruppo Pd, Ettore Iacovacci: “Per mesi abbiamo chiesto all’amministrazione di avviare i campionamenti su Campo Genova e il sindaco ci ha accusati di generare solo allarmismo, e ora lo fa quando quell’area è operativa per l’emergenza. Ogni giorno li vanno centinaia di persone per effettuare i test rapidi, ci sono i volontari. E per le stesse ragioni si dice che i commercianti avevano anche avanzato una denuncia ai Carabinieri, e mi meraviglia come la Procura non abbia avviato una indagine, e i Nas fatto un sopralluogo. In più- avverte Iacovacci- si rischia seriamente il danno erariale”.

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