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MONTEFORTE IRPINO- Sono ore concitate, in cui si correi ai ripari. E’ questo il Comune irpino tra i più colpiti, dove la furia del maltempo si è abbattuta con tutta la sua violenza. Una trentina i nuclei familiari che non sanno al momento dove tornare, per loro era stato disposto domenica sera il ricovero presso la scuola di Alvanella, ma tutti hanno trovato dove trascorrere la notte, presso amici e parenti. Ieri mattina il lavoro era da parte di tutti, i titolari degli esercizi commerciali, e gli abitanti dei piani inferiori e bassi, e da parte di tutte le forze di intervento, tra Vigili del fuoco, personale della Comunità montana, Protezione civile, Polizia locale, volontari, e tutti quanti si sono sentiti in grado di dare un mano.


Nel centro cittadino era domenica, le attività erano chiuse, quando è venuta giù la colata, ma ieri mattina i titolari e chi li ha voluti aiutare hanno continuato a spalare acqua e fango che erano entrati nei loro locali. Anche le abitazioni sono state invase, come strutture pubbliche quali la casa della cultura. Una trentina di persone, a cui è stato disposto di evacuare, si sono sistemate presso altri familiari, ma il Comune domenica aveva messo a disposizione i locali della scuola, che però non sono stati utilizzati.


Il bilancio è molto pesante, per Monteforte, dove soltanto per caso non si contano danni a persone, dopo che il fiume di fango e detriti con inaudita violenza ha invaso il centro storico poco dopo le 17 di domenica mentre a monte del paese non hanno retto gli argini di Valloncello Oscuro, un corso d’acqua parzialmente tombato che è letteralmente esploso in località Ponte Piazza e nella centrale via Loffredo. Ieri pomeriggio c’è stato un vertice in Comune con il prefetto di Avellino, Paola Spena.


Il sindaco Costantino Giordano confida che presto si potrà venire a capo di questo problema che assilla Monteforte da anni, perché non è questo l’unico episodio franoso che si è verificato nel comune dell’hinterland avellinese. «La Protezione civile ha fatto un ottimo lavoro, domani valuteremo direttamente sul posto la situazione e decideremo con i tecnici come meglio fare», ha detto il sindaco.


L’assessore Carmine Tomeo incalza sulla stessa linea, e ricorda anche che questa amministrazione comunale, insediata nel 2016, «è l’uni – ca che sta investendo nella cura del territorio, ricordo i dieci milioni di euro per risanare e mitigare valloni e torrenti. Il problema- continua l’assessore – è che nei decenni precedenti sono state fatte colate di cemento a Monteforte, in un paese che ha aumentato di molto il numero dei suoi abitanti, proprio per l’offerta edilizia allettante. E però questo era un territorio fragile, per cui quando si abbatte una bomba d’acqua gli effetti sono evidenti. Noi stiamo investendo molto, infatti ci sono cantieri in corso, ed ora andremo anche all’approvazione di un Piano urbanistico che tenga conto proprio di questa fragilità, un Puc a consumo zero del territorio, che contempli solo la ristrutturazione abbattendo il vecchio».

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