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AVELLINO- Il Comune di Avellino porta a termine la “fase uno” nell’ambito del complessivo catasto delle caldaie, tra i punti fondanti delle misure di contrasto all’inquinamento atmosferico che Palazzo di città sta realizzando.

Il settore ambiente, su spinta del dirigente Michele Arvonio, ha notificato le prime cento contestazioni verso quei nuclei familiari che, a seguito di controlli, sono risultati residenti in abitazioni o condomini dove le caldaie hanno presentato parametri non conformi a quelli previsti della normativa. In altre parole si tratta di impianti fortemente inquinanti che vanno ad incidere, e non di poco, sulla complessiva qualità dell’area cittadina che, come è noto, quest’anno ha raggiunto il record storico di 80 sforamenti al netto dei 35 annuali che prevede la legge.
“Un lavoro che culminerà con il catasto delle caldaie- spiega nel merito il dirigente del settore tutela ambientale- Intanto sono state notificate le contestazioni verso coloro che non sono a norma, ora seguirà la seconda fase del lavoro, cioè quella di interfacciare il sistema con l’anagrafe al fine di verificare chi non ha presentato dichiarazione. E’ evidente che se agli impianti non a norme aggiungiamo una parte notevole che, secondo le prime stime, non sono mai stati dichiarati, arrivano ad avere numeri importanti di “furbetti”.

Si ricorderà infatti che con ordinanza dirigenziale risalente al novembre 2018, Palazzo di città ha disposto l’inoltro da parte dei proprietari, utilizzatori, nonché dei terzi responsabili e comunque dei soggetti pertinenti a qualsiasi titolo, dei rapporti di controllo ed efficiente energetica in relazione al proprio tipo di impianti.
“Ricordiamo- si legge ancora nel dispositivo comunale- che il responsabile dell’esercizio della manutenzione degli impianti termici, è tenuto al rispetto del periodo annuale di esercizio; all’osservanza dell’orario prescelto, nei limiti della durata giornaliera di attivazione consentita, oltre che al mantenimento della temperatura ambiente entro limiti di legge”.
Chiaramente nel caso di edifici dotati di impianti termici centralizzati amministrati in condominio e nel caso di soggetti diversi dalle persone fisiche, le responsabilità e gli obblighi posti a carico del proprietario sono da intendersi riferiti agli amministratori.

“Dai rapporti di controllo e di efficienza energetica consegnati per il biennio 2018-19 – spiega ancora il Comandante Arvonio-sono stati individuati impianti termici non conformi alle vigenti normative. Per questo abbiamo emanato un’ordinanza nei confronti dei cittadini contestati, i quali entro i 15 giorni dalla ricezione, devono presentare un nuovo rapporto di controllo di efficienza energetica completo debitamente compilato e sottoscritto dalla ditta di manutenzione abitativa e dal responsabile di impianto, in cui dichiara che i risultati del controllo eseguito sono conformi a quelli previsti per legge. E’ fatto obbligo anche di presentare una relazione sottoscritta da ditta adibita circa il rispetto delle emissioni inquinanti.
Qualora il responsabile dell’impianto termico faccia pervenire al protocollo comunale nei successivi 15 giorni documentazioni e certificazioni idonee all’integrazione del rapporto già inoltrato, la posizione sarà sanata. In caso contrario il Comune, di intesa con i Vigili Urbani deputati al controllo, applicherà le sanzioni, oltre all’obbligo per il responsabile dell’impianto termico di non utilizzare il medesimo fino al ripristino sostituzione del generatore di calore.

“Un lavoro- aggiunge il Comandante Arvonio- che conferma che il Comune non è mai stato con le mani e mani dinanzi al dilagare del fenomeno inquinamento. Al contrario, suggerirei a tutti i contestatori che di ogni cosa ne fanno un caso politico, di preoccuparsi allora di quello non è stato fatto in passato , piuttosto che giudicare il lavoro che con grande sacrificio stiamo portando avanti. Noi lavoriamo in silenzio, ma i risultati poi parlano per noi. Spiace che ogni volta dobbiamo subire delle violente critiche e, ancora di più, che il lavoro di gestione della Polizia locale viene spesso accostato all’indirizzo politico, e la si vuole per forza portare nella caciara che fanno i “politici”. Eppure il ruolo fondamentale della Polizia di prossimità, è anche all’attenzione del Governo centrale per un riconoscimento della presenza sul territorio”.

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