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Enrico Letta potrebbe essere il prossimo segretario del Pd. Oggi alle 12 la dead line che si era dato per lo scioglimento della riserva. Già a partire da martedì sera l’ex premier ha sentito Nicola Zingaretti, Dario Franceschini e Andrea Orlando.

Umberto Del Basso de Caro, lei è d’accordo?
Sono assolutamente favorevole e in assemblea voterò convintamente per lui. Del resto, lo conosco bene e lo stimo. Lo abbiamo sostenuto nel 2013 da capolista Pd alla Camera nella circoscrizione Campania 2 di Irpinia e Sannio, fu eletto da noi.

Che cosa cambia con Letta alla guida del partito?
Letta è una personalità. Nasce sul piano professionale con Beniamino Andreatta, come ricercatore dell’Arel, l’Agenzia di ricerche e legislazione di cui è segretario generale dal 1993. Nel 1998, con la nascita del primo governo D’Alema, viene nominato ministro per le politiche comunitarie, diventando il più giovane ministro, fino ad allora, della storia della Repubblica. E’ stato presidente del Consiglio dei ministri dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014. Oggi dirige il dipartimento di Scienze politiche della Sorbona.

Che cosa rappresenta Letta per il Pd?
Una speranza. Il partito attraversa una fase difficile, ha bisogno di recuperare unità e consensi. Zingaretti ha fatto quello che ha potuto in una situazione drammatica. Credo che il partito debba continuare a seguire la linea politica espressa con Zingaretti, in particolare per quanto riguarda l’alleanza con Leu e M5s. Dobbiamo ragionare in prospettiva, nel 2023 torneremo al voto.

Zingaretti ha denunciato con forza il correntismo esasperato del partito, con Letta ora cambia qualcosa?
Le correnti ci saranno sempre, anche con Letta. Bisogna cercare di trasformarle da gruppi di potere quali sono ora in gruppi che condividono proposte, iniziative, che propongono idee, così mettere in moto un circuito virtuoso. Le correnti non possono esistere solo per chiedere un incarico di Governo, una poltrona.

Zingaretti, al momento della sua elezione, ha formato una segreteria unitaria coinvolgendo le aree degli altri candidati a segretario con cui si era confrontato al congresso: pensa che ora Letta debba fare lo stesso?
Assolutamente sì.

C’è un rischio di scissione nel partito?
Non penso, sono convinto che Letta sarà eletto all’unanimità.

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