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Avellino – Luigi Famiglietti, deputato della XVII legislatura, militante del Pd della prima ora, ad Avellino c’è un nuovo commissario per il partito: pensa sia la volta buona per il congresso?
Da quello che leggo c’è stata piena condivisione da parte della commissione nazionale di garanzia nell’indicare a commissario Michele Bordo. Non si può attaccare il Pd nazionale perché commissaria Avellino: chi ha guidato  il partito insieme a Cennamo probabilmente avrà commesso degli errori.

Bordo dice che il congresso si farà a novembre con un nuovo tesseramento
Conosco Bordo, è un politico esperto, dirigente di lungo corso, penso che abbia le qualità per affrontare la situazione di Avellino, dare una mano per far ripartire il partito. Condivido il fatto che voglia confrontarsi con i circoli. Se il Pd irpino è oggi poco attrattivo, è evidente che ci sono stati degli errori. Bisogna ripartire da chi nel partito ci ha sempre creduto, dai militanti che ne fanno parte da quando è nato e dagli amministratori locali che sono stati lasciati per troppo tempo da soli a fronteggiare la crisi pandemica ed economica.

Qualcuno dice che se si aprono le iscrizioni alla vigilia del congresso ci potrebbe essere un tesseramento gonfiato
Certo, bisogna stare attenti che tutto si svolga correttamente ma francamente bisogna anche recuperare un clima di fiducia reciproca. La paura di tesseramenti gonfiati non può essere l’alibi per mummificare il partito.  Credo che sia normale celebrare un congresso subito dopo il tesseramento 2021, diversamente sarebbe una anomalia. L’Irpinia è forse l’unica provincia d’Italia dove siamo sempre almeno un anno indietro con il tesseramento . Oggi il Pd irpino fa notizia per i litigi e non per le proposte e per la sua azione politica. Una linea politica non c’è. Lo abbiamo visto quando si è votato negli enti di servizio: non mi sembra ci sia stato un confronto tra gli amministratori del partito sulle cose da fare ma solo scontri tra fazioni interne. Chi è del partito e ricopre ruoli istituzionali a tutti i livelli dovrebbe rendersene conto. Così non si costruisce il partito ma lo si danneggia.

Parliamo allora delle questioni concrete
Utilizziamo questa fase post Covid per discutere, mettiamo in campo le agorà democratiche che ci chiede il partito nazionale, usciamo dalla bolla del bla bla bla interno autoreferenziale. Apriamoci al dibattito sulle questioni che riguardano il territorio, lavoriamo per risolvere i problemi. Che in questa fase post Covid si sono accentuati: è urgente ad esempio una riorganizzane dei servizi essenziali, una attenta programmazione dei fondi europei 2021-2027, accelerare sulle infrastrutture, organizzare gli investimenti del Pnrr. Oggi al sottosegretario Sibilia e alle altre forze politiche che rivendicano un impegno per l’Alta capacità e la stazione Hirpinia, vorrei ricordare che sono tutti progetti che sono stati fortemente voluti innanzitutto  dal Pd nella scorsa legislatura. Dobbiamo essere orgogliosi di questo. La Stazione Hirpinia è l’unica posizionata al centro di una area interna. La piattaforma logistica. che oggi è realtà grazie al lavoro che stanno facendo i sindaci insieme a Confindustria ai sindacati alla Regione Campania e al Governo centrale con il Ministero della Coesione e delle Infrastrutture. potrà creare effettivamente opportunità di sviluppo per questo territorio, per tutta l’Irpinia.

Ma il Pd di Letta come cambia?
Non capisco chi parla di un Pd di centro o di sinistra. Il Pd è nato per mettere insieme tradizioni storico- politiche  differenti. Altrimenti torniamo a Ds e Margherita. Zingaretti aveva puntato molto sull’alleanza con i 5stelle. Oggi non si capisce se nel M5s prevalga il desiderio di Conte di farne un partito moderato o le pulsioni filo cinesi di Grillo. Il nostro obbiettivo deve essere quello di rafforzare un partito di centrosinistra senza trattino pronto a fare alleanze con chi condivide il nostro programma di Governo.

Come si fa?
Credo anzitutto che sia auspicabile un ritorno al proporzionale. Il Pd deve sganciarsi da alleanze forzate e intestarsi la linea del Governo Draghi seguendo con ancora più attenzione le politiche sociali e le fasce più deboli della popolazione, mettendo al centro delle nostre politiche i giovani e la creazione di lavoro. Dobbiamo presentarci alle elezioni con una nostra identità forte, definire una linea politica riconoscibile e lavorare per affermare le nostre proposte.

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