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Livio Petitto, consigliere regionale Pd, vicepresidente della Commissione Speciale Aree Interne, oggi arriva a via Tagliamento il nuovo commissario Michele Bordo per un primo incontro con i circoli e con i riferimenti istituzionali del partito. Ma da parte di alcuni ci sono già state polemiche, perché Bordo ha subito chiarito che il congresso potrebbe esserci a novembre utilizzando il tesseramento 2021. Lei è d’accordo?
Domani non potrò essere presente a via Tagliamento perché sarò a Solofra, alla manifestazione contro la chiusura del Pronto soccorso del Landolfi. Bordo è un uomo di partito, una persona con una grande esperienza politica, equilibrata. Condivido pienamente la scelta del segretario nazionale, Enrico Letta e della commissione di garanzia nazionale che si è pronunciata all’unanimità. Per il resto, il nuovo commissario non dice niente di nuovo: ha esattamente ribadito ciò che era stato annunciato in una circolare dei vertici nazionali del partito. Il congresso sarà celebrato il prima possibile, nella finestra temporale di novembre e con il tesseramento 2021.

Il problema sono le tessere?
Mi sembra una scelta di buon senso: era impensabile utilizzare le tessere del 2019 nel 2021 contando tra i tesserati persone che nel frattempo sono passate a Italia Viva o in altri partiti. Non possiamo fare come se le Regionali non ci fossero state. Non è più tempo di veti, di scontro, di furberie. In passato c’è stato chi ha tentato di truccare le carte per un suo interesse personale, ora apriamo una nuova stagione, comportiamoci come un vero partito, cioè confrontiamoci sulle questioni serie, ad esempio la sanità. A

proposito di sanità, diceva del Pronto soccorso di Solofra
E’ un presidio necessario non solo per il distretto e per la Valle dell’Irno ma per tutto il sistema sanitario irpino. Domani, come dicevo, sarò a Solofra con tanti altri cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Proprio dai livelli istituzionali mi sarei aspettato un maggiore impegno per una giusta causa, a difesa del territorio, della gente. Stiamo parlando di sanità, un servizio essenziale. Se ci fosse stato un partito forte, la protesta sarebbe stata più efficace. Comunque, mercoledì prossimo, insieme ai sindaci di Solofra, Avellino e Ariano, e ai deputati Umberto Del Basso de Caro e Federico Conte, incontrerò a Roma il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ma è il Governatore Vincenzo De Luca a voler chiudere Solofra?
Sono convinto che al Governatore sono stati forniti dati non corretti. Se infatti andiamo a confrontare il numero degli accessi tra i vari pronto soccorso, Solofra è nella media regionale. Niente ne giustifica la chiusura o il ridimensionamento. Il pronto soccorso di Solofra, oltre ad essere un riferimento sanitario per un territorio vasto e popoloso, ha una funzione complementare al pronto soccorso del Moscati dove si registrano come è noto evidenti difficoltà a soddisfare le troppe richieste di assistenza. Sono molte le segnalazioni per i tempi di attesa lunghi e di pazienti che sono costretti a stazionare ore prima di ricevere assistenza. Va dato atto al manager del Moscati, Renato Pizzuti, di svolgere un buon lavoro e sono certo che anche per quanto riguarda Solofra farà lo stesso, impegnandosi nel rilanciare l’attività dell’ospedale.

Lei si sta interessando anche per il ripristino del tribunale di Ariano.
Condivido la proposta presentata dal consigliere regionale Corrado Matera che si riannoda all’ iniziativa già promossa dalla Regione Marche: l’obiettivo è di porre rimedio ai danni dalla cosiddetta “Riforma della Geografia Giudiziaria”. Matera parla del Tribunale di Sala Consilina, chiuso nel 2013 e accorpato a quello di Lagonegro, ma lo stesso discorso vale per Ariano. Il territorio non solo è stato sguarnito di un presidio di giustizia ma impoverito dal punto di vista sociale, economico e civile. La proposta di Matera non comporta oneri a carico del bilancio dello Stato, perché prevede che le spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di custodia e vigilanza dei tribunali ripristinati siano integralmente a carico del Bilancio della Regione mentre lo Stato dovrà accollarsi le spese relative alla retribuzione dei magistrati, del personale amministrativo e di polizia giudiziaria.

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