Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 Minuti

Considerata la gravità dei ripetuti episodi di macroscopico inquinamento del fiume Sabato, l’associazione Salviamo la Valle del Sabato ha commissionato ad un laboratorio ambientale le analisi su cinque prelievi effettuati nelle acque del fiume, da Atripalda allo Stretto di Barba. Le analisi sono state eseguite anche per integrare i risultati con quelli già a nostra conoscenza su prelievi effettuati da ARPAC.

I campionamenti sono stati effettuati nel periodo 24 luglio – 31 luglio 2019

I risultati:

1) E’ confermato un inquinamento da mercurio significativamente maggiore nel tratto compreso tra Atripalda e Pianodardine, dove l’entità della contaminazione è massima.

2) Variazioni anomale di alcalinità e della conducibilità elettrica in prossimità dello Stir. L’eccesso di concentrazione ionica, di sicura origine antropica, determina una marcata compromissione degli equilibri chimici e quindi anche biologici su tutto il tratto di fiume a valle.

3) Accumulo di tensiottivi anionici ed elevate concentrazioni di fosforo in località Vecchio Mulino a Prata P.U. Tale condizione di inquinamento suggerisce un’attività di immissione di questo genere di sostanze, correlata a specifici scarichi posti a monte. Le schiume si evidenziano in questo tratto a causa delle condizioni particolari di flusso delle acque in questo tratto.

Alla luce di quanto emerso, appare evidente che sarebbero anche necessari prelievi mirati su specifici scarichi. E’ urgente una iniziativa in sede istituzionale che conduca rapidamente ad azioni concrete. Quella iniziativa da noi chiesta al Prefetto di Avellino e a tutte le istituzioni preposte giusto un mese fa e alla quale non abbiamo avuto nessun riscontro.

La situazione attuale è generata da esecutori materiali che inquinano il fiume ma anche da chi doveva intervenire e non è intervenuto. Si è colpevoli anche quando, nonostante la gravità della situazione, non si fa assolutamente niente!

 

Salviamo la Valle del Sabato

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •