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AVELLINO – Sara’ il collegio prefallimentare del Tribunale di Avellino a stabilire le prossime tappe della vicenda Sidigas. Una sorta di verifica ai raggi per tutte le partecipazioni della società e di quelle riconducibili allo stesso De Cesare.
Settanta pagine di relazione allegata alla richiesta di fallimento firmata dal magistrato della Procura di Avellino. E’ l’atto che descrive lo stato di grave deficit patrimoniale della Sidigas Spa e lo stato di dissesto della società. Le conclusioni a cui è giunto il consulente nominato dal Procuratore D’Onofrio parlano di almeno 62 milioni di tasse e debiti di vario genere con l Erario non versati e di un’esposizione debitoria che potrebbe sfiorare i 95 milioni di euro. “Gli accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza presso l’Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate Riscossione di Avellino, lasciano intendere con un certo grado di certezza che i debiti tributari non sono stati adeguatamente rappresentati in bilancio al 31/12 2016.
Parimenti, per le prime analisi operate su questo documento contabile, emergere una sottostima del debito iscritto nei confronti dell’ Eni Spa, che è stato oggetto di accertamento giudiziale.   Ma vi è di  più.  Le  rettifiche da operare al patrimonio netto potrebbero andare al di là di quelli identificati per effetto dell’applicazione del principio contabile che riferisce di criteri di valutazione da utilizzare in tutte le ipotesi in cui è venuto meno il postulato del “going concern”   quello relativo alla  perdita integrale del capitale sociale.  Ne scaturisce allora la conseguenza di ulteriori variazioni negative del patrimonio netto da iscrivere in corrispondenza di rettifica di valore degli attivi immobilizzati.

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