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Si è chiusa alla Regione Campania la procedura di licenziamento collettivo avviata lo scorso 24 giugno per 350 lavoratori dalla Jabil, multinazionale dell’elettronica con stabilimento a Marcianise, nel Casertano. La vertenza si è chiusa senza un accordo tra l’azienda e i sindacati. Il termine ultimo per licenziamenti è fissato per il 23 marzo 2020. In una nota la Jabil spiega che «il confronto si è concluso senza addivenire ad una condivisione sulle modalità di gestione degli esuberi», e che «l’azienda ha presentato istanza di intervento della Cassa integrazione fino al 23 marzo 2020, confermando l’impegno a non procedere a licenziamenti unilaterali fino alla stessa data. L’obiettivo è quello di attenuare il più possibile l’impatto sociale dell’esubero dichiarato ». L’azienda ha ora 120 giorni di tempo per inviare le lettere di licenziamento; nel frattempo, fino a marzo, quando scadrà definitivamente la cassa integrazione – più volte prorogata – e gli esuberi potranno diventare effettivi, l’azienda cercherà di convin – cere i lavoratori ad accettare l’esodo incentivato, ma con meno risorse rispetto al passato, o la ricollocazione in altre aziende del territorio. Molto duro il giudizio dei sindacati, che hanno sempre criticato le soluzioni indicate da Jabil come alternativa ai licenziamenti, in particolare lo strumento della ricollocazione, chiedendo maggiori garanzie sulle aziende in cui ricollocare gli addetti in esubero. «I licenziamenti sono inaccettabili» dice il segretario della Fiom-Cgil di Caserta Francesco Percuoco. “Avevamo tentato con la Jabil – prosegue il sindacalista dei metalmeccanici – di individuare dei percorsi che potessero invogliare i lavoratori a valutare le opportunità offerte, ma l’azienda ha deciso di andare avanti unilateralmente, e ciò potrebbe nascondere un progressivo disimpegno dal territorio casertano». Possibilità, quest’ultima, che la Jabil smentisce; anzi conferma che resterà a Marcianise «in coerenza con il piano industriale già esposto al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 17 ottobre». «Condividere solo una parte del percorso, ovvero la cassa integrazione, e poi decidere di andare da solo sulla parte più importante degli esuberi e degli strumenti alternativi – dice il segretario della Uilm Campania Antonello Accurso -non è un buon modo per gestire una vertenza così complessa. Invitiamo la Jabil a ripensarci, e a gestire la situazione con modalità concordate».

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