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Avellino, dopo la bufera sul Teatro "Gesualdo" volano gli stracci: l'ex Cda pronto alle querele

Campania
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A seguito delle dimissioni presentate ieri, questa mattina l’ex presidente del “Carlo Gesualdo” Luca Cipriano si è recato presso il teatro per salutare e ringraziare tutto lo staff per l’impegno ed il lavoro svolto in questi anni.

 

Gli ex componenti del Consiglio di Amministrazione - Luca Cipriano, Salvatore Gebbia e Carmine Santaniello - in riferimento a notizie apprese a mezzo stampa, intendono inoltre precisare quanto segue:

 

“Come spiegato ieri le nostre irrevocabili dimissioni sono maturate in un clima di prolungata e reiterata difficoltà politica ed umana.

Avevamo percepito ormai da qualche settimana che non fosse possibile procedere ulteriormente nella nostra attività, assumendoci però l’impegno a portare a termine almeno le procedure indispensabili a garantire l’apertura del teatro e la programmazione artistica della prossima stagione.

 

Inevitabilmente tale sentimento di sfiducia si è ulteriormente consolidato a seguito del silenzio dell’Amministrazione comunale proprio in merito alla nostra proposta di programmazione artistica 2016/17 - il cui esito ad oggi ancora non ci è dato sapere - nonché alla profonda difficoltà di interloquire in queste settimane con gli uffici e gli organi di controllo del Comune di Avellino in relazione a rilievi e chiarimenti richiesti sulla gestione contabile.

 

Come noto l’Istituzione ha prodotto proposta di Consuntivo 2015 e Previsionale 2016/2018 evidenziando, nella massima trasparenza, un disavanzo di amministrazione di circa 150mila euro (di cui è utile ricordare, per amore di verità, che circa 70mila, come noto, sono collegati al mancato trasferimento dei fondi 2015 operato dal Comune di Avellino) la cui genesi è da approfondire e ricercare con attento lavoro di verifica riferito a tutti i bilanci degli anni passati.

 Bilanci, tornerà utile precisare, che per il passato e fino all’anno 2014 sono stati sempre puntualmente verificati ed approvati da revisori dei conti, dirigenti comunali, giunta e consiglio comunale.

Una filiera di oltre 50 persone che in passato, su ogni bilancio, non ha avuto mai nulla da eccepire.

 Proprio nella “volontà di andare fino in fondo”, dichiarata a caldo dal Comune così come abbiamo appreso dagli organi di informazione, è infine necessario segnalare che il Cda dell’Istituzione Teatro ha accolto nei giorni scorsi e senza dubbio alcuno, nello spirito di massima trasparenza, la proposta del direttore Bavaro di attivare un’attività straordinaria di verifica contabile/amministrativa riferita proprio ai precedenti bilanci, una due diligence che per terzietà ed imparzialità si è ritenuto di affidare al Presidente dell’Ordine dei Commercialisti e Revisori Contabili della provincia di Avellino, invitandolo a riportare direttamente al sindaco Paolo Foti l’esito di tale indagine.

 E’ pertanto evidente la nostra totale volontà di trasparenza e chiarezza che inevitabilmente dovrà riguardare l’attività dell’Istituzione Teatro come del Comune di Avellino, non solo adesso ma negli anni passati.

 “Ad andare fino in fondo” siamo quindi stati prioritariamente noi, sicuri della correttezza e buona fede del nostro operato e consapevoli della necessità di comprendere se e dove ci sono stati errori nella gestione amministrativa.

Chiarezza che servirà al Teatro come al Comune, una volta per tutte.

 Pertanto ci sentiamo caldamente di consigliare notevole cautela nell’esprimere giudizi inopportuni e avventati su quanto in queste ore si apprende e comprende in merito alla vicenda del Teatro.

 Si rappresenta, infine, che è già stato messo – e si procederà rapidamente ad ulteriori integrazioni - a disposizione della Procura ogni documento utile ad approfondire e comprendere quanto accaduto, nello spirito di massima e proficua collaborazione con la Magistratura”.

 

 

Gli ex componenti del cda Luca Cipriano, Salvatore Gebbia e Carmine Santaniello hanno infine dato mandato ai propri legali Benedetto De Maio, Sabato Moschiano e Italo Benigni a tutelare senza indugio e con gli opportuni strumenti di legge la propria immagine.

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