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Napoli, permesso a killer per compleanno a casa: e' bufera, accertamenti dal Ministero

Campania
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 Sdegno e indignazione a Napoli per la decisione di concedere un permesso premio per festeggiare i 18 anni di età a uno dei tre feroci killer del vigilante Francesco Della Corte, preso a sprangate e ridotto in fin di vita, il 3 marzo 2018, dal branco che gli voleva prendere la pistola. Ragazzi già condannati (16 anni e mezzo di carcere) che, secondo Annamaria, la vedova di Della Corte, "non hanno mai mostrato un minimo pentimento". Adesso, continua, "io piango mentre loro ridono".
    Rabbia anche nelle parole della figlia della vittima: "di recente ho compiuto 22 anni ma non ho spento candeline e non ho avuto torte e regali. E lo sa perché? Perché chi oggi festeggia ha ucciso mio padre, la persona più importante della mia vita".
    Per il capo della Polizia Franco Gabrielli, l'Italia finirà per morire di "bulimia normativa: si fanno leggi in continuazione che poi alla fine non producono effetti". In sostanza, "gli interventi normativi spot, a volte, producono più danni del preesistente".
   Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha incaricato l'Ispettorato di via Arenula di compiere accertamenti sul caso del permesso premio concesso a uno dei tre killer condannati per l'omicidio del vigilante Francesco Della Corte per il suo diciottesimo compleanno.
    L'Ispettorato compirà accertamenti preliminari "volti a valutare la correttezza della procedura ed eventuali condotte disciplinarmente rilevanti".
    La concessione del permesso e le foto della festa del 18enne finite sui social, nei giorni scorsi hanno provocato una dura reazione da parte della famiglia della vittima definendo tutto come una 'vergogna' e chiedendo, in una lettera inviata ai giudici, un maggiore rigore.

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