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Cala l’occupazione in tutta la provincia irpina, cresce il settore manifatturiero

Campania
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AVELLINO - Nel 2018 in provincia di Avellino, così come nell’intera Campania, la ripresa dalla grande crisi (avviatasi nel 2014), si è indebolita. E’ questo il primo dato significativo emerso dalla presentazione del rapporto annuale “L’Economia della Campania” elaborato, dalla Banca d’Italia, in collaborazione con Confindustria di Avellino.  L’analisi dei dati, presentata presso la Prefettura del capoluogo irpino, alla presenza del Prefetto, Maria Tirone, del Presidente di Confindustria di Avellino, Giuseppe Bruno e del Direttore della sede della Banca d’Italia di Napoli, Antonio Cinque, fotografa un rallentamento generale che riguarda tutta la Campania e che si colloca, in particolare, nella seconda parte del 2018.  Il dottor Paolo Mistrulli della Banca d’Italia ribadisce che, «i dati relativi alla provincia di Avellino, risultano essere simili a quelli della Campania, che evidenziano un rallentamento complessivo. Anche in relazione alle esportazioni - sottolinea Mistrulli - il dato della provincia di Avellino risulta, ancora una volta, essere in linea con quello campano (comunque in crescita sul +2,1%, ma meno rispetto a quello del 2017, che andava oltre il +5%). Le stime per il 2019 risultano essere, però, positive, con il settore dell’export che potrebbe crescere toccando quota +6,5%. I settori a risentire di più della crisi - dichiara Mastrulli - sono quelli dell’agroalimentare (che in provincia di Avellino ha un peso importante), dell’automobile e quello farmaceutico. Bene, al contrario, il Turismo, che resta uno dei settori maggiormente vitali dell’intera Campania. Cresce anche il settore manifatturiero, mentre la qualità la qualità del credito, anche nella provincia irpina, resta stabile».

 

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