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I navigator scrivono al Prefetto Tirone per la mancata contrattualizzazione    

Campania
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AVELLINO - La Regione Campania è l’unica a non aver ancora siglato la convenzione con Anpal, da cui dipende la nostra contrattualizzazione e quella degli altri vincitori, mentre in tutta Italia le altre Regioni hanno già proceduto ed i nostri colleghi stanno operando attivamente". Monta la protesta dei navigator in Irpinia contro il governatore campano Vincenzo De Luca. In una lettera inviata al Prefetto di Avellino, Maria Tirone, e ai sindaci dei comuni irpini in cui insiste un centro per l’impiego, 8 dei 24 vincitori di concorso denunciano lo stallo che si è creato in Campania, a causa delle decisioni prese a Palazzo Santa Lucia che, di fatto, rende impossibile ai navigator campani di poter cominciare a lavorare.
"La Regione Campania in questo modo sta venendo meno alle Intese sancite in Conferenza Stato-Regioni del 17 aprile 2019 e in Conferenza Unificata del 12 marzo 2019 e del 27 giugno 2019 ai sensi dell’art. 5, comma 9, e art. 6, comma 12, del d.lgs. 15 settembre 2017, n. 147", spiegano gli otto firmatari della missiva: Matilde Aquino, Pia Antonia Barbati, Maria Giovanna Barbieri, Silvia Casillo, Olimpia De Simone, Andrea De Stefano, Alessandra V.G. Filoni, Gianmarco Maraia.
"Inoltre, il Reddito di Cittadinanza, è una politica attiva del lavoro nazionale da erogare attraverso i Centri per l'Impiego e costituisce 'livello essenziale delle prestazionì. La mancata contrattualizzazione dei Navigator in Campania ed in Provincia di Avellino compromette il raggiungimento di tali standard sul nostro territorio".
L’appello alla Prefettura di Avellino è quello di seguire la linea già adottata dalla Città Metropolitana di Napoli e "di informare il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e il Presidente del Consiglio dei Ministri affinché adottino gli opportuni provvedimenti - spiegano gli otto navigator. Contestualmente, chiediamo cortesemente di convocare ad horas un incontro in sede del Palazzo di Governo di Avellino, o presso altra sede comunale, al fine di discuterne insieme", conclude la missiva.

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