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Ancora una giornata di proteste, in Campania, per le chiusure da zona rossa. Nel cuore di Napoli, in piazza del Plebiscito, 15 croci in legno hanno voluto testimoniare il calvario che stanno vivendo altrettante categorie commerciali. A protestare gli aderenti alla Confesercenti: settori come benzinai, ambulanti, orafi e gioiellieri, moda, esercenti pubblici, imprese balneari, guide turistiche e interpreti, case vacanza e ostelli, parrucchieri ed estetiste, federazione turismo, sindacato delle discoteche tra le altre.

Linea dura anche da parte dei negozi di abbigliamento che da martedì sono aperti senza accogliere i clienti. I dati sono allarmanti e parlano di un rischio chiusura per 50mila imprese. La Campania è tra le regioni italiane che ha subito le maggiori chiusure per la zona rossa. E «sono 150 mila gli addetti che potrebbero perdere il posto di lavoro», spiega il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo.

A proseguire è anche l’iniziativa è di Federmoda di Confcommercio: vale a dire negozi aperti, con mutande in vetrina articolo quest’ultimo che consente la vendita. Niente clienti, solo una protesta ma in 500, tra Napoli, Salerno e Caserta, hanno aderito. Giornata positiva, invece, per gli alunni della scuola dell’infanzia, delle elementari e per chi frequenta la prima media. Ieri, dopo mesi e mesi di chiusura, la campanella è risuonata e ad accoglierla, come nel caso della scuola Morelli, c’è stato un lungo applauso. Intanto continua la campagna vaccinale: in Campania complessivamente, ad oggi, sono stati vaccinati con la prima dose 704.105 cittadini, 268.422 hanno ricevuto invece anche la seconda dose.

Le somministrazioni effettuate sono state, in totale, 972.527. Quanto ai dati, si è registrato un calo dell’indi – ce di positività che dal 14% è passato al 9,3% ed un aumento dei numero dei tamponi esaminati. Secondo i dati dell’Unità di crisi della Regione Campania, sono 1.358 i casi positivi (516 sintomatici) su 14.520 tamponi molecolari esaminati. Martedì l’indice di positività era del 14%, ieri cala al 9,35%. Aumentano a 66 i decessi – 34 deceduti ieri 32 deceduti in precedenza ma re – gistrati ieri – mentre i guariti sono 2087. Cala il numero dei posti letto occupati nelle terapie intensive, ieri 149 e martedì 160, mentre aumentano quelli in degenza, ieri 1606 e martedì 1603.

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