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SAN PAOLO BEL SITO (NA) – Ad una vicina di casa ieri pomeriggio aveva chiesto di mettere nella giornata di oggi il sacchetto con la carta per la differenziata. Ylenia Lombardo era felice perché oggi sarebbe dovuta partire di buon’ora per andare in provincia di Viterbo a trovare la figlia di 11 anni e la mamma. Ma quel viaggio la giovane mamma uccisa nel tardo pomeriggio di ieri a San Paolo Bel Sito, un piccolo centro del Nolano, in provincia di Napoli, non lo hai mai fatto.

Dai vicini Ylenia è descritta come una donna riservata. A San Paolo era giunta da poco meno di un anno. Originaria della provincia di Avellino, Ylenia lavorava come collaboratrice domestica e come badante. L’unico diversivo che aveva era quello di trattenersi per qualche minuto, dopo il lavoro, nella piazza antistante la chiesa di San Paolo eremita, a pochi casi dalla casa di via Ferdinando Scala dove ha trovato la morte.

Una ragazza dal sorriso solare, dicono alcuni giovani, «ma di lei sappiamo ben poco» aggiungono. L’allarme è scattato poco dopo le 18 di ieri quando dalla casa di Ylenia alcuni vicini hanno visto uscire del fumo nero. Le fiamme stavano divorando suppellettili ed arredamento dell’abitazione che si trova al piano terra e che affaccia nel cortile interno di un vecchio palazzo di via Scala, la strada del centro che conduce al Palazzo Comunale.

Spente le fiamme, gli investigatori hanno fatto la macabra scoperta. Il corpo di Ylenia era già semicarbonizzasto. «Una mamma non può morire così» sussurra un’anziana. I cittadini di San Paolo sono sconvolti e attendono di sapere la data dei funerali per rendere l’ultimo saluto alla giovane mamma.

Ylenya viveva da sola a San Paolo Belsito, dove si era trasferita da circa un anno. Il marito è attualmetne detenuto per maltrattamenti proprio nei suoi confronti.

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