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Napoli – Una banda di falsari della quale sarebbero a capo due soggetti napoletani. Al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli Nord, i finanzieri del nucleo di polizia Economico-Finanziaria di Napoli e del nucleo speciale di polizia Valutaria di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura, nei confronti di dieci soggetti indagati per il delitto di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate.

In base agli elementi finora raccolti nel corso delle indagini, sono emersi indizi secondo i quali gli indagati avrebbero fabbricato ingenti quantitativi di banconote contraffatte, di pregevole fattura e di vario taglio. Ai vertici del sodalizio, figurerebbero due soggetti napoletani.

Sulla base del quadro accusatorio delineatosi nel corso delle investigazioni, allo stato in fase di indagini preliminari, sono state individuate le specifiche mansioni dei componenti dell’organizzazione nella gestione del funzionamento dei macchinari utilizzati per la stampa, nella cura della veste grafica e cromatica dei biglietti, nel taglio delle banconote e nella custodia di quelle già prodotte, nell’intermediazione per la loro successiva cessione, nelle modalità di consegna e nell’effettiva alienazione dei soldi falsi direttamente sul territorio.

Le indagini durate circa due anni avevano condotto, nell’ottobre 2020, al sequestro di una stamperia ubicata all’interno di un appartamento situato in un complesso condominiale della zona Est di Napoli, la cui individuazione era risultata particolarmente complessa. Il contratto di locazione dell’appartamento era infatti intestato a un soggetto “prestanome”, la cui presenza non era mai stata notata dagli investigatori nel corso delle attività di osservazione.

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