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Dopo l’annullamento della processione di maggio e le celebrazioni “a porte chiuse” del 19 settembre, anche il terzo miracolo di San Gennaro, atteso per oggi, paga dazio alla pandemia da Covid-19. Quello di dicembre, ultimo dei tre prodigi della liquefazione del sangue che si ripetono tradizionalmente ogni anno e forse il meno conosciuto, è detto anche il “miracolo laico” perché si svolge nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, all’interno del Duomo, gestita dalla Deputazione di San Gennaro, istituzione laica nata il 13 gennaio 1527 per un voto della città e presieduta dal sindaco di Napoli.

Ma la Cappella evidentemente è uno spazio troppo piccolo per garantire il dovuto distanziamento tra i presenti: ecco che quest’anno eccezionalmente sarà l’altare maggiore della Cattedrale napoletana il luogo delle celebrazioni che ricordano lo scampato pericolo della città di Napoli dall’eruzione del Vesuvio del 16 dicembre 1631, quando, secondo i fedeli, l’esposizione in processione del sangue e del busto del Santo protettore al Ponte dei Granili fermò il magma che minacciava di distruggere la città.

Le celebrazioni inizieranno alle ore 9, quando l’abate della Cappella di San Gennaro, monsignor Vincenzo De Gregorio, prenderà dalla cassaforte della Cappella la teca con il sangue del Santo Patrono e la porterà sull’altare maggiore del Duomo per la celebrazione della messa. Sarà possibile seguire la liturgia in streaming sulla pagina Facebook della Cappella di San Gennaro con il racconto di Paolo Jorio, direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro.

La teca potrà essere venerata fino alle ore 12, quando sarà riportata nella Cappella per essere ripresa nuovamente alle 16.30 e dove resterà esposta alla venerazione dei fedeli. Vietati, come già avvenuto a maggio e settembre sempre per le misure anti Covid, i baci all’ampolla contenente il sangue. Alle 18.30 inizierà la celebrazione della messa, alla quale sarà presente anche il cardinale Crescenzio Sepe, impegnato oggi alla Conferenza episcopale campana. Il cardinale Sepe è amministratore apostolico fino all’arrivo del nuovo arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia.

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