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Il lavoro sulla giunta, l’ipotesi di una struttura che gestisca il debito della città, ma soprattutto Gaetano Manfredi è pronto a tenere nelle sue mani la delega al Pnrr, occupandosi in prima persona dei progetti per far arrivare i fondi a Napoli, per trasformare davvero la città.

E’ quanto apprende l’ANSA, nei giorni in cui subito dopo l’elezione del nuovo sindaco di Napoli, a Roma cominciano a partire le strade per i fondi europei a cominciare dalle scuole su cui Napoli preparerà forti progetti, soprattutto sulle periferie, nelle scuole da dove parte la vera guerra alla camorra.

Manfredi ha costruito in queste settimane i suoi rapporti romani per assicurarsi il sostegno per la città in predissesto ma anche per andare fino in fondo allo sfruttamento del Pnrr, convinto di poter davvero realizzare progetti per una città da cambiare, dal centro alle periferie.

Su questo si muove anche il ragionamento per la giunta per la quale c’è un pò di tempo visto che alcuni ricorsi elettorali, che non cambieranno l’ampio esito del voto, fanno slittare la proclamazione al 14-15 ottobre.

Giorni che saranno sfruttati per i confronti interni, prima di tutto con i due maggiori partiti della coalizione, il Pd e Il M5S. De Luca, che conferma la sua terzietà dal Pd, ha già messo la sua «scopa» con l’ex questore De Jesu che sarà assessore, ora Manfredi si prepara a scegliere per gli altri ruoli tecnici, persone operative da subito, che conoscano le carte, che sappiano alzare il telefono e chiamare il Mef.

I nomi di Eduardo Cosenza e Luigi Nicolais sono in ballo, ma ci saranno anche delle donne e, trapela, non ci saranno candidati. Il dialogo con i partiti è fitto: Manfredi sente praticamente tutti i giorni il leader 5S Conte, ma anche Fico e Di Maio.

Un lavoro collegiale confermato da Alessandro Amitrano, parlamentare pentastellato in prima linea nella campagna elettorale a Napoli con la collega Gilda Sportiello e la leader in consiglio regionale Valeria Ciarambino: «Siamo stato un’avanguardia positiva – spiega Amitrano all’AN – SA – a Napoli e Bologna dove si è provata l’alleanza ha funzionato, e qui da noi oltre alla vittoria al primo turno di Manfredi è arrivata anche il successo in tutte le municipalità, questo ci indica un percorso.

Ora parte un lavoro collegiale nei Cinque Stelle con l’auspicio di dare a Manfredi i nomi migliori per il nostro contributo alla giunta, ci sarà sicuramente un nostro contributo alla giunta». Nel Pd, Manfredi ha un rapporto stretto con il segretario partenopeo Marco Sarracino che relaziona al vicesegretario Giuseppe Provenzano e a Francesco Boccia, collega di Manfredi nel governo Conte e oggi responsabile autonomie territoriali ed enti locali del Pd. Boccia lunedì sarà a Napoli, per la direzione provinciale dem con l’analisi del voto e sull’avvio del progetto delle «Agorà», lanciato da Letta per aprire il partito a soggetti esterni. Nella sua giornata napoletana è previsto anche un incontro con il neoeletto sindaco Manfredi. Ieri, invece, il neosindaco ha lasciato la città, partendo per Milano dove alla Bocconi si laurea sua figlia Sveva.

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