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NAPOLI -“Non vi è alcun bavaglio e nessuna limitazione del diritto di cronaca” afferma una nota dell’Unità di crisi della Regione Campania “al fine di evitare strumentalizzazioni in relazione alle richieste di informazioni sulla situazione sanitaria in Campania, e sul lavoro che vede impegnati ogni giorno con straordinario senso di responsabilità centinaia di medici e operatori”. “In questa fase delicata, vi è solo la necessità di garantire, nella massima trasparenza, notizie oggettive, non distorte e tali da produrre ingiustificati allarmismi, e sempre rispondenti alla realtà – si afferrma – Per questo motivo, avendo lo scenario regionale sempre aggiornato, è l’Unità di Crisi a poter offrire questa garanzia, a vantaggio della verità e di tutti gli operatori dell’informazione”.


No al bavaglio sul Covid. Il provvedimento della Regione Campania che impedisce a medici e dirigenti della sanità pubblica di parlare con la stampa è inaccettabile, così come la decisione di allontanare il Tgr Campania e altre testate dall’area da mesi riservata nei pressi dell’ospedale Cotugno”. Così in una nota l’Ordine dei Giornalisti della Campania si esprime sulla nota della Regione Campania rivolta a dirigenti di Asl e ospedali, pubblicata ieri mattina dal quotidiano “La Repubblica”, con la quale viene indicato di non rilasciare dichiarazioni alla stampa.


“Medici, infermieri, giornalisti – prosegue la nota dell’Odg Campania- hanno un ruolo fondamentale soprattutto in questa fase e l’informazione, con centinaia di giornalisti impegnati da mesi in strada, non può essere emarginata. Invitiamo, dunque, il rieletto presidente della Regione Vincenzo De Luca a ritirare questo atto ingiustificato e ingiustificabile”.


Sull’argomento interviene anche il Sindacato unitario giornalisti della Campania: “La postazione della Tgr Campania è dovuta uscire dall’area del Cotugno dalla quale dal marzo scorso racconta quotidianamente l’evoluzione della pandemia. E l’ultima trovata del presidente della Regione Vincenzo De Luca per accentrare la comunicazione soltanto nelle sue mani. Il governatore, che con le sue dirette tv ha sdoganato il balcone e il monologo come strumenti della politica dell’uomo solo al comando, vuole imbavagliare la stampa per impedire ai cittadini di conoscere la reale situazione dell’emergenza sanitaria. Di cosa ha paura Vincenzo De Luca? Cosa non vuole che si sappia realmente?”.


Secondo il Sugc “è evidente che il racconto che vorrebbe dare, con una voce unica, della pandemia in Campania non corrisponde alla realtà. Purtroppo in questo momento non può, come ha fatto nel recente passato, cavalcare contingenze positive dell’andamento del contagio per autocelebrarsi. I numeri sono preoccupanti e la sanità locale non è quella svizzera come vorrebbe far credere a tutti. Dalla mascherina al bavaglio è un attimo, ma per fortuna siamo ancora in democrazia, e i giornalisti sapranno fare ancora meglio il loro mestiere, andando ad ascoltare le voci dei cittadini che ogni giorno devono patire enormi difficoltà per ottenere un minimo di assistenza sanitaria degna di questo nome”, conclude la nota del Sugc.

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