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La ‘red list’ incombe sulle regioni: Campania, Veneto e Toscana rischiano di abbandonare la zona gialla e l’Alto Adige in anticipo diventa già “zona rossa”. Il report dell’Istituto Superiore di Sanità è in arrivo nelle prossime ore, con il termometro dei dati che potrebbe allargare la stretta anti-contagio nel Paese.


Si aggrava la situazione nei pronto soccorso di Napoli con file di ambulanze e auto in attesa mentre si ripete il clichè visto sabato con la gente che affolla il lungomare nel capoluogo; gli ospedali “sono tutti in crisi totale nel ricevere i pazienti covid” dice all’ANSA, lanciando un nuovo allarme, Giuseppe Galano, responsabile del 118 a Napoli e coordinatore della rete regionale del soccorso d’emergenza. E formula un duro atto di accusa nei confronti dei sanitari di Guardia medica: “I pronto soccorso e l’emergenza sono in crisi perché alla catena manca la medicina territoriale.


Oggi ci sono a Napoli 12 medici in servizio al 118 e 40 nella guardia medica. Che stanno facendo? Avevo chiesto di incorporarli anche solo per organizzare le visite a domicilio dei codici bianchi, ma dicono che il loro contratto non lo prevede…”. E ancora: “Oggi la catena del servizio sanitario significa sopravvivenza della popolazione. Un medico può stare a guardare il contratto? Si sono sottratti a questo dovere, parlano di contratto, qua ci sta la gente assistita in auto davanti agli ospedali e tu dici che il contratto non lo prevede?”.


Galano già la scorsa settimana aveva lanciato un appello per incorporare nella rete dell’emergenza i sanitari della guardia medica che in città hanno il compito di assistere i cittadini in particolare negli orari notturni e nei festivi, supplendo al medico di base. “Un appello rimasto inascoltato – afferma Galano – e che invece può dare un contributo importante. Parlo di medici che vivono una autonomia assoluta e non danno un contributo nell’emergenza Covid”.


Parole pesanti che testimoniano un clima di disorientamento, di rabbia. E mentre nelle ultime ore aumentano in Campania positivi e tamponi – sono 4.601 (4.309 precedenti) su 25.806 test (22.696 precedenti) con 15 deceduti tra il 4 ed il 7 novembre – il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, invoca la zona rossa. “Siamo arrivati al punto che per salvarci da vere colpe ormai evidenti non ci resta, forse a questo punto, che attende – re la zona rossa con immediati ristori per chi rimane senza soldi.


Sarà una sconfitta ovviamente, come quella che ci vede, unico caso in Europa, con le scuole chiuse per i più piccoli! Ma per carità di Dio, non fateci scegliere se morire di covid o di fame” scrive su fb e ricorda ai cittadini: è fondamentale ridurre le relazioni sociali, indossare sempre le mascherine, stare attenti al distanziamento”.


Una decisione “inevitabile e tardiva”, afferma, ribadendo la sua contrarietà alla chiusura del lungomare: “Chiudere una strada non ha alcuna senso e, anzi, può provocare un effetto imbuto su altri luoghi, inoltre con le chiusure si corre il rischio che le persone si vedano al chiuso delle case dove il pericolo di contagio è maggiore rispetto all’aperto. Non si possono colpevolizzare i cittadini che escono, e con la mascherina”.

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