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Sono ben 4.226 i nuovi contagi Covid rilevati in Campania (di cui 593 sintomatici) ma su un numero record di tamponi, 27.649: il rapporto tra casi e test è al 15,28%, lontano dalle percentuali rilevate fino a una settimana fa. «La curva discende, ma ovviamente il governo non c’entra niente, c’entrano le misure che abbiamo preso noi nelle scorse settimane”, rivendica il governatore Vincenzo De Luca nella consueta diretta Fb del venerdì, definendo “zona rosè quella istituita in Campania con controlli a suo avviso troppo blandi.

Il rapporto dell’Unità di crisi, aggiornato alla mezzanotte di giovedì, segnala 25 vittime che portano il totale dei deceduti a 1.217. I nuovi guariti sono 1.395. Quanto ai posti letto, in terapia intensiva ne sono occupati 201 su 656 disponibili, in degenza l’occupazione è di 2.244 posti su 3.160 disponibili (inclusa l’offerta della sanità privata). Si allenta, sia pure di poco, la pressione sugli ospedali, mentre potrebbero entrare presto in servizio i medici che hanno risposto al bando della Protezione civile: sono 157, si stanno controllando i loro requisiti e poi verrà dato il via libera a quelli in possesso dei requisiti indicati nelle domande.

“Qualche piccolo dato di conforto lo registriamo, ci aspettiamo un miglioramento nella prossima settimana sulla curva dei contagi, ricordandoci che al momento la zona rossa è prevista almeno fino al 30 novembre”, dice Antonio Postiglione, coordinatore del settore medico dell’Unità di Crisi regionale. Non è comunque il momento di allentare le restrizioni: l’ipotesi di riaprire asili e prime classi delle primarie il 24 novembre si allontana, dopo l’appello di Anci Campania e pediatri alla Regione affinché si completi prima lo screening in corso.

De Luca non ha dubbi: “In questo momento abbiamo una ondata di richieste per non aprire, con genitori sinceramente preoccupati. La riapertura per il 24 era una previsione ma noi non apriremo nulla se non ci sarà la sicurezza dal punto di vista epidemiologico. Abbiamo scelto una linea di rigore e la manterremo”.

Intanto si comincia a lavorare per un’altra sfida, quella dei vaccini anticovid. Tra un mese e mezzo si conta di poter immunizzare 170mila persone, cominciando da operatori sanitari e ospiti delle Rsa: il piano della Campania prevede la creazione di hub vaccinali, dove recarsi, e di unità mobili che raggiungano a domicilio le fasce più deboli.

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